Manovra, Patuelli: no nuovo contributo banche, c’è accordo triennale
e "gli accordi si mantengono", dice il Presidente dell'ABI
(Teleborsa) - Le banche ribadiscono il loro no a un nuovo 'contributo' nella Legge di bilancio, chiesto da alcune forze politiche, anche della maggioranza. Lo chiarisce il presidente dell'Abi Antonio Patuelli, a margine della 58ema giornata del Credito, "c'è già un accordo triennale" (con misure di circa 10 miliardi fra cui il rinvio della deducibilità fiscale e liberazione delle riserve di capitale) e "gli accordi si mantengono".
"Le banche lavorano sulla base di contratti e di conseguenza se sono sempre validi i contratti con i privati a maggior ragione è valido un contratto con i pubblico" conclude.
Manovra che è attesa in Parlamento entro il 20 ottobre. Sul tavolo del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, che da giovedì sarà a Lussemburgo per Eurogruppo ed Ecofin (dove è attesa anche la nuova proposta italiana di valutare l'impatto dell'inflazione sulle regole sulla spesa) c'è il sudoku delle coperture. Il Documento programmatico di finanza pubblica ha fissato il perimetro mettendo in chiaro come per il 2027 i margini siano praticamente azzerati (qualche spazio per una "manovra moderatamente espansiva" ci sarà invece nel 2028 e 2029). La lista delle intenzioni però è lunga e costosa, dall'estensione del taglio dell'Irpef a 60mila euro (2,6 miliardi) alla flat tax per i giovani, dalle pensioni anticipate a 64 anni (1,6 miliardi) all'abolizione strutturale del bollo auto (5 miliardi per il 2028-29), dai bonus per le assunzioni da rinnovare alle risorse per la sanità (senza interventi, si legge nel Dpfp, la spesa sanitaria scenderà nel 2027 dal 6,4% del Pil al 6,3%). E poi il capitolo casa.
Per le coperture si dovrà ricorrere a maggiori entrate o a minori spese, cioè tasse o tagli.
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