Carburanti, Urso: raffinerie aumentano produzione di jet fuel, governo a lavoro su proroga sconti
Il ministro al question time alla Camera: chiarimenti anche su automotive ed ex Ilva.
(Teleborsa) - "Le raffinerie hanno deciso di aumentare del 30% la loro produzione di carburanti per gli aerei". Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese Adolfo Urso al question time alla Camera. L'Italia, ha spiegato, esporta gasolio e benzina e deve "sopperire" sul jet fuel, che le manca. In tema di carburanti, il ministro ha poi fatto sapere che il governo sta lavorando sugli sconti delle compagnie, "affinché questa misura sia prorogata anche per i prossimi mesi": all'iniziativa di Eni hanno aderito Ip, Kuwait e Tamoil, per circa 10mila distributori, oltre la metà della rete, dove si fa il pieno "a meno di 2 euro al litro per la benzina e a 2,20 euro per il gasolio".
Sull'accordo Usa-Russia sul diesel, Urso ha escluso effetti sui prezzi: "Le prime 300mila tonnellate equivalgono a circa 14 ore del consumo americano di gasolio. Nulla che possa cambiare il mercato". Negli Usa il gasolio costa 6,28 dollari al gallone, contro 3,72 prima della guerra in Medio Oriente, mentre in Italia gli aumenti sono stati "contenuti" prima con il taglio delle accise e poi con gli sconti delle compagnie.
Ex Ilva
Per quanto riguarda la situazione a Taranto, il ministro ha affermato che la Corte di Cassazione potrebbe smentire clamorosamente la sentenza della Corte d'Appello che ha disposto la chiusura dell'area a caldo dell'ex Ilva. La gara per la cessione del gruppo, ha spiegato Urso, "è stata necessariamente prorogata sino al 9 novembre per sapere quale sarà la sentenza della Cassazione, se confermerà o, come appare nelle prime documentazioni, smentirà clamorosamente la Corte d'Appello". La decisione dei giudici è attesa per il 20 ottobre. Urso ha poi ricordato il decreto di ieri sera che stanzia circa 41 milioni di euro per mantenere in riscaldo gli altoforni in attesa della Cassazione. Nel frattempo, il ministro ha fatto sapere che sono sbarcate le prime due navi di bramme, mentre i coils per Genova e Novi Ligure arriveranno "nei prossimi mesi".
Automotive
Urso ha poi dichiarato che Stellantis punta ad accordi con costruttori cinesi per saturare gli impianti, a partire da Cassino, senza cedere le fabbriche: "Non cedere lo stabilimento, ma saturare la produzione". Sempre in riferimento ai costruttori cinesi, Urso ha affermato che cercano impianti, ma "non c'è uno stabilimento chiavi in mano". Allargando il quadro al contesto europeo, il ministro ha fatto sapere che la quota di componenti europei richiesta alle auto per accedere agli incentivi e agli appalti pubblici nell'ambito del Made in Europe potrebbe salire dal 70 all'80%.
Tlc, transizione e materie prime
Il ministro ha poi annunciato che il 12 novembre è convocato con il ministro Calderone un tavolo sul settore tlc; sulla vertenza Ericsson (131 ricercatori a Genova) servono "un accordo e in fretta", ha sottolineato. Urso ha poi dichiarato che con la manovra il governo vuole rendere strutturale Transizione 5.0 (10 miliardi nel triennio, oltre 12mila progetti per 7 miliardi) ed estenderla a software e cloud. Infine, l'Italia ha chiesto di limitare l'export di rottami ferrosi e rifiuti elettronici e ha candidato Porto Marghera, con i Paesi Bassi, a sito pilota europeo per lo stoccaggio di materie prime critiche.
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