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Meloni: stabilità non è vezzo ma scudo per Paese, conti in ordine perché siamo patrioti

Il discorso a Bari

Economia, Politica
Meloni: stabilità non è vezzo ma scudo per Paese, conti in ordine perché siamo patrioti
(Teleborsa) - Giorgia Meloni rivendica la stabilità come il principale risultato di questi quattro anni di legislatura. "Non siamo stati esattamente fortunati in questi 4 anni", ammette la premier, ricordando le crisi che si sono susseguite dal 2022 a oggi: le tensioni in Medioriente, la questione dello stretto di Hormuz, l'impennata dei prezzi del carburante, la frana di Ischia, l'alluvione che ha colpito l'Emilia Romagna, oltre alle emergenze legate al terrorismo e al fenomeno delle baby gang. "Non c'è mancato niente", aggiunge, per poi sottolineare che una nazione senza guida avrebbe pagato un prezzo altissimo. Per Meloni "la stabilità non è stata un vezzo ma uno scudo" che ha permesso di proteggere il Paese.

Nel suo intervento dal palco dell'evento con cui, al porto di Bari, Fratelli d'Italia celebra il record di esecutivo più longevo della storia repubblicana, la premier rivendica anche la tenuta dei conti pubblici, spiegando che il governo li ha mantenuti in ordine "perché siamo veri patrioti", distanti - dice - "anni luce da chi ha devastato conti stato con misure tipo Superbonus".

Sul fronte energetico Meloni annuncia nuovi interventi dopo il taglio delle accise sui carburanti già disposto dall'esecutivo. I prossimi provvedimenti, avverte, saranno però "mirati": le risorse pubbliche non potranno essere destinate a "chi non ne ha bisogno o viene a fare benzina dalla Francia".

La premier si sofferma poi sul dossier dell'ex Ilva, definendolo "la questione più complessa" tra quelle affrontate dal governo, per la contrapposizione, presente sul territorio pugliese, tra chi ne chiede la chiusura e chi ne vorrebbe invece valorizzare il valore industriale. Meloni rivendica gli sforzi compiuti, comprese le risorse investite, per garantire la continuità produttiva, promettendo che il lavoro proseguirà con enti locali, sindacati e associazioni datoriali, con l'obiettivo di "tutelare la salute pubblica ma anche preservare un patrimonio industriale importante per Puglia e nazione intera".

Il filo conduttore del discorso resta comunque la stabilità di governo, che Meloni definisce "la prima grande riforma". La premier ricorda gli anni in cui "l'Italia era il caso sorvegliato in Europa", quando ai tavoli internazionali gli interlocutori chiedevano quanto sarebbe durato l'ennesimo esecutivo: "Chi viene trattato così non può trattare, non può far valere il proprio interesse". Al contrario, conclude, con la stabilità "si può dettare le scelte invece di subirle, puoi indicare la rotta".
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