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EU Kids Act, IIDEA: “Proteggere i minori online con regole proporzionate alle specificità dei videogiochi”

IIDEA: genitori al centro, PEGI come standard europeo, verifiche dell’età dove il rischio è reale

Economia
EU Kids Act, IIDEA: “Proteggere i minori online con regole proporzionate alle specificità dei videogiochi”
(Teleborsa) - L’industria dei videogiochi condivide l’obiettivo dell’EU Kids Act di rafforzare la tutela dei minori online, ma ritiene che le regole debbano essere proporzionate e su misura per i videogiochi. È questa la posizione di IIDEA, l’associazione che rappresenta l’industria dei videogiochi in Italia e che ha già portato in audizione presso la Commissione Politiche dell’Unione europea della Camera dei Deputati, con la Direttrice Generale Thalita Malagò e il Policy & Public Affairs Manager Alberto Simonetti.

La protezione dei minori è al centro dell’impegno del settore da oltre vent’anni. PEGI, il sistema di classificazione per età dei videogiochi, è nato su richiesta delle istituzioni europee ed è oggi utilizzato in 40 paesi. Per questo l’industria accoglie con favore il riconoscimento di PEGI nel testo e auspica che diventi lo standard di riferimento per i videogiochi in Europa, offrendo alle famiglie etichette chiare e affidabili.

Secondo IIDEA, tuttavia, regole pensate per i social media non possono essere replicate sui videogiochi, che dispongono di tutele che i social non hanno.

In questo contesto, IIDEA sottolinea l’importanza di adottare un approccio proporzionato e coerente con le specificità del settore videoludico, a partire da una definizione precisa dell’ambito di applicazione delle nuove disposizioni, che tenga conto delle caratteristiche dei singoli titoli e non includa i videogiochi privi di funzionalità online o di interazione sociale. Un elemento centrale è rappresentato dal ruolo dei genitori, che attraverso gli strumenti di controllo parentale già disponibili possono gestire contenuti, spese, comunicazioni e tempi di gioco in funzione dell’età e della maturità dei propri figli. In quest’ottica, l’industria ritiene importante valorizzare tali strumenti e favorire scelte consapevoli da parte delle famiglie, anche attraverso soluzioni di safety by design, come impostazioni predefinite per acquisti e comunicazioni che contribuiscano a prevenire i rischi alla fonte. Per i minori di 13 anni, ad esempio, la chat con altri giocatori è disattivata per impostazione predefinita e può essere attivata dai genitori.

Per quanto riguarda la verifica dell’età, IIDEA invita a privilegiare un approccio basato sul rischio, in linea con i principi delle linee guida del Digital Services Act (DSA) sulla protezione dei minori, evitando controlli generalizzati che coinvolgano indistintamente ogni videogioco e ogni giocatore. Le verifiche potrebbero invece essere concentrate nei contesti in cui risultano effettivamente necessarie, ad esempio al momento dell’acquisto di videogiochi destinati a un pubblico adulto. In modo analogo, l’associazione evidenzia l’opportunità di evitare procedure formali per dimostrare la responsabilità genitoriale, che potrebbero comportare la raccolta di ulteriori dati personali e scoraggiare l’utilizzo dei controlli parentali. Infine, IIDEA richiama l’attenzione sull’importanza di garantire coerenza con i sistemi di classificazione già esistenti, come PEGI e USK, valorizzandone il ruolo ed evitando la sovrapposizione di nuovi codici europei che rischierebbero di generare frammentazione e confusione.

I videogiochi non sono soltanto una forma di intrattenimento, ma rappresentano anche un’importante espressione culturale e un’opportunità di svago. Come riconosciuto dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, i bambini hanno diritto alla protezione, ma anche al gioco e all’accesso ad attività culturali e ricreative. Questa prospettiva più ampia trova riscontro anche nel panorama italiano, dove 14,2 milioni di persone tra i 6 e i 64 anni giocano ai videogiochi: il 74% è maggiorenne e l’età media è di 31 anni.

Ha commentato Thalita Malagò, Direttrice Generale IIDEA: "Condividiamo pienamente l’obiettivo di rendere l’ambiente online più sicuro per i minori, ed è un impegno che l’industria porta avanti da oltre vent’anni. Servono però regole proporzionate e specifiche per i videogiochi, che valorizzino ciò che già funziona e il ruolo dei genitori, senza rinunciare alle opportunità di crescita, apprendimento e socializzazione che il digitale offre"
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