Cipollone (BCE), con shock petrolio la politica monetaria va ben calibrata ma no segnali di stagflazione
Le parole di Cipollone
(Teleborsa) - "In caso di shock dal lato dell'offerta, come questo del petrolio, alzare i tassi di interesse per permettere la stabilizzazione dell'inflazione verso il target può rallentare la crescita dell'economia, già colpita da uno shock negativo".
E' quanto afferma Piero Cipollone, Membro del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, in un'intervista a ilsussidiario.net spiegando che è "per questo la manovra di politica monetaria va ben calibrata. Del resto, le banche centrali non possono fare molto contro il rialzo dei prezzi delle materie prime energetiche, ma possono garantire che questi aumenti non si rifletteranno sulle aspettative di inflazione di medio termine. Possono cioè ancorare le aspettative in modo che gli operatori economici sappiano che, al di là delle oscillazioni temporanee, l’inflazione tornerà al 2%, che il quadro macroeconomico verrà stabilizzato, e possano quindi pianificare le loro attività".
"Uno shock esogeno come quello che ha colpito l'Europa riduce di fatto la ricchezza degli europei, attraverso minori profitti per le imprese e una riduzione dei salari reali dei lavoratori. Nel caso specifico la risposta non può che passare da una minore dipendenza dalle materie prime energetiche extra UE. Su un piano più generale, invece, per la crescita dei salari reali è cruciale la produttività. Da questo dipende la crescita del benessere materiale delle persone nel lungo periodo", ha aggiunto.
Riguardo poi al fatto che all'inizio della crisi di Hormuz c’è chi ha fatto paragoni con gli anni Settanta evocando il rischio di una stagflazione, Cipollone ritiene che "questo rischio sia piuttosto remoto. In primo luogo, perché ci sono segnali che la crisi potrebbe risolversi presto e anche il prezzo del petrolio sembra indicarlo. Inoltre, gli ultimi dati disponibili segnalano che l'economia europea, seppur in rallentamento, sta reagendo meglio del previsto e i livelli inflazionistici si mantengono nello scenario base delle ultime proiezioni della BCE dello scorso giugno e appaiono lontani dagli scenari avverso e severo. L'evoluzione del quadro macroeconomico andrà sicuramente monitorata, ma al momento non vi sono segnali che facciano pensare a uno scenario di possibile stagflazione".
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