Scope Ratings, finanze pubbliche statunitensi ora significativamente più vulnerabili a futuri shock
(Teleborsa) - Le finanze pubbliche statunitensi dipendono sempre più dalle future variazioni dei tassi di interesse attuate dalla Federal Reserve, in quanto la crescente dipendenza del Tesoro dai T-bill contribuisce a contenere i costi di finanziamento nel breve termine, ma comporta un rischio di rifinanziamento significativamente più elevato.
E' quanto osserva il report a cura di Eiko Sievert, Executive Director, Sovereign & Public Sector di Scope Ratings, spiegando che "le tensioni sui mercati finanziari, l'incertezza politica o un potenziale shock di liquidità potrebbero far aumentare i rendimenti dei titoli di Stato, con conseguente aumento dei costi di finanziamento anche nel brevissimo termine.
"Non esiste un rapporto debito/PIL specifico che comporti automaticamente un rischio di rifinanziamento elevato". L'analista prevede che "il debito pubblico statunitense aumenterà dal 124% del PIL nel 2025 al 138% nel 2030. Questo valore sarebbe superiore a quello di tutti i paesi dell'area euro (con l'Italia in testa con il 136%), ma inferiore a quello del Giappone, fermo al 200%".
Tuttavia, "le finanze pubbliche statunitensi sono ora significativamente più vulnerabili a futuri shock rispetto a quanto lo fossero durante la crisi finanziaria globale, quando il rapporto debito/PIL si attestava al 65% nel 2007, quasi la metà del livello attuale".
Pertanto, Scope Ratings stima che la "pressione sulla Fed rimarrà elevata". Finora, nell'anno fiscale 2026, la spesa netta per interessi del governo statunitense, pari a 827 miliardi di dollari, rappresenta già la seconda voce di spesa più consistente, davanti a Medicare (780 miliardi di dollari) e difesa (713 miliardi di dollari).
Infine, l'analista ricorda come l'indipendenza della Fed rimanga "un pilastro fondamentale per la stabilità, nonostante le pressioni politiche dell'amministrazione Trump" e prevede che, "sotto la guida del nuovo presidente della Fed Kevin Warsh", la politica monetaria rimarrà "sostanzialmente invariata" nel breve termine.
```