Un orologio meccanico può conservare il proprio fascino per decenni, passare da un proprietario all’altro e acquisire valore grazie ad alcune caratteristiche, come la rarità, la sua storia e lo stato di conservazione. Proprio per questi motivi, l’orologio è entrato nel campo degli investimenti alternativi, insieme alle opere d’arte, alle automobili storiche, ai vini pregiati e ad altri beni da collezione il cui prezzo non dipende soltanto dalla funzione originaria.
La crescita del valore di un orologio, però, non riguarda automaticamente ogni modello. La marca offre una prima indicazione, ma il prezzo si forma sulla singola referenza e può cambiare in base ad alcuni aspetti, come la configurazione, l’anno di produzione, le condizioni e la presenza della scatola e dei documenti originali. Ciò vuol dire che anche due esemplari dello stesso modello possono quindi essere venduti a cifre molto diverse. Ovviamente, a differenza di un’obbligazione o di un’azione, l’orologio non produce interessi né dividendi. Il risultato economico emerge soltanto al momento della rivendita e deve essere calcolato al netto delle spese sostenute per conservarlo in buone condizioni e trovare un acquirente.
Com’è fatto un orologio da collezione
| ELEMENTO | CHE COS’È | PERCHÉ INTERESSA IL COLLEZIONISTA |
| Movimento o calibro | È il meccanismo interno che fa funzionare l’orologio. Può essere manuale, automatico oppure al quarzo | Alcuni calibri sono ricercati per importanza tecnica, rarità o legame con un periodo preciso della manifattura |
| Complicazioni | Sono le funzioni aggiuntive rispetto alla semplice indicazione dell’ora, come il cronografo, il calendario perpetuo o la ripetizione dei minuti | Aumentano la complessità dell’orologio, ma possono rendere più costosi gli interventi di manutenzione |
| Quadrante | È la superficie sulla quale vengono visualizzate le indicazioni. Comprende indici, scritte e contatori | Il colore, la configurazione e lo stato di conservazione possono modificare sensibilmente il valore, soprattutto nel vintage |
| Lancette | Indicano le ore, i minuti e le eventuali funzioni aggiuntive | Devono corrispondere alla referenza e al periodo di produzione. Una sostituzione successiva può ridurre l’interesse collezionistico |
| Cassa | Racchiude e protegge il movimento. Può essere realizzata in acciaio o in materiali preziosi | Lucidature ripetute possono alterarne gli spigoli e le proporzioni. Anche il materiale può rendere una versione più rara |
| Lunetta | È l’elemento che circonda il vetro. Può essere fisso oppure mobile e svolgere funzioni specifiche | Alcune varianti di colore o di materiale identificano configurazioni particolarmente richieste |
| Corona e pulsanti | La corona serve per regolare e caricare l’orologio. I pulsanti comandano funzioni come il cronografo | Componenti non corretti per l’epoca possono indicare una sostituzione o un assemblaggio successivo |
| Vetro | Protegge il quadrante e può essere in materiale acrilico, minerale oppure zaffiro | Il materiale deve essere compatibile con la referenza. I graffi e le sostituzioni pesano in modo diverso a seconda dell’età dell’orologio |
| Fondello | Chiude la parte posteriore della cassa e può riportare incisioni o numeri identificativi | Le iscrizioni originali aiutano a verificare l’autenticità e la provenienza, mentre una lucidatura aggressiva può cancellarle |
| Bracciale o cinturino | Collegano l’orologio al polso. Il bracciale può essere parte integrante del progetto originale | Un bracciale corretto e completo delle maglie può aumentare il valore. I cinturini sostituiti possono invece avere un peso minore |
| Referenza e numero di serie | La referenza identifica la versione, mentre il numero di serie distingue il singolo esemplare | Permettono di verificare il periodo di produzione, la configurazione dichiarata e la corrispondenza con i documenti |
Dalla corsa speculativa a una ripresa più selettiva
Durante la pandemia, la domanda per alcuni orologi sportivi crebbe a ritmi eccezionali. Il fenomeno interessò soprattutto Rolex e coinvolse anche i modelli più richiesti di Patek Philippe e Audemars Piguet, che iniziarono a essere acquistati con finalità sempre più speculative. La situazione cambiò nella primavera del 2022, quando l’aumento dei tassi rese meno conveniente immobilizzare capitale nei beni da collezione e molti esemplari tornarono contemporaneamente sul mercato. L’eccesso di offerta provocò una correzione molto rapida e, secondo WatchCharts, l’indice generale perse oltre un terzo del proprio valore rispetto al massimo raggiunto nell’aprile di quell’anno.
Nel 2026 le quotazioni hanno ripreso a salire, ma il recupero non si è distribuito nello stesso modo tra tutte le marche e le rispettive collezioni. Alla fine di luglio, l’Overall Market Index di WatchCharts mostrava un progresso del 9,2% rispetto a dodici mesi prima, mentre il Rolex Market Index segnava un progresso del 6,4% e quello dedicato a Patek Philippe raggiungeva il 19,2%.
Una parte del rialzo si era concentrata nel periodo precedente a Watches and Wonders, il principale salone internazionale dell’alta orologeria che si tiene ogni anno a Ginevra e che nel 2026 si è tenuto dal 14 al 20 aprile, quando l’attesa per le novità presentate alla fiera aveva sostenuto l’interesse degli acquirenti. Nei due mesi successivi, invece, la crescita si è attenuata e i rivenditori hanno iniziato ad accumulare un numero maggiore di orologi invenduti. Il mercato appare quindi in ripresa, ma seleziona con maggiore attenzione i modelli capaci di conservare una domanda elevata.
A sostenere gli scambi contribuisce anche l’allargamento del pubblico interessato all’usato. Secondo uno studio Deloitte pubblicato nel 2025, il 40% dei consumatori appartenenti alla Generazione Z e ai Millennial prevedeva di acquistare un orologio di secondo polso nei dodici mesi successivi. L’usato consente infatti di accedere ad alcuni modelli a condizioni meno impegnative rispetto al nuovo e permette di cercare referenze che non vengono più prodotte.
Investire in orologi: il prezzo si forma sulla singola referenza
Il prestigio della manifattura influenza la domanda, ma non è sufficiente a stabilire se un orologio conserverà o aumenterà il proprio valore. All’interno del catalogo Rolex, per esempio, il Daytona può seguire una direzione molto diversa rispetto a una collezione meno richiesta. Lo stesso avviene per il Nautilus e l’Aquanaut di Patek Philippe oppure per il Royal Oak di Audemars Piguet. Accanto a questi modelli molto ricercati, le stesse case producono orologi che sul mercato secondario vengono scambiati a un prezzo inferiore rispetto a quello pagato in boutique.
La valutazione deve quindi concentrarsi sulla referenza, cioè sul codice che identifica una determinata versione dell’orologio. Da questo numero si possono ricostruire il periodo di produzione e il tipo di movimento, oltre ai dettagli che distinguono la cassa o il quadrante. Le referenze rimaste in catalogo per poco tempo tendono ad attirare maggiore attenzione, soprattutto quando ne sono stati prodotti pochi esemplari oppure quando segnano un passaggio rilevante nella storia della manifattura.
Il peso della referenza emerge anche nei modelli scelti soprattutto per il design. Cartier ne offre un esempio con il Crash, la cui forma insolita ha contribuito a renderlo uno degli orologi più ricercati della maison. Un interesse simile riguarda il Pebble e alcune versioni storiche del Tank, purché la disponibilità sia ridotta e l’esemplare abbia conservato le caratteristiche originarie.
Tre forme Cartier da riconoscere
Il Crash ha una cassa asimmetrica e deformata, simile a un ovale allungato che sembra piegarsi su sé stesso. Anche il quadrante e i numeri romani seguono il profilo irregolare della cassa. Cartier lo inserisce tra gli orologi londinesi caratterizzati da forme lontane dalla tradizionale cassa rotonda.
Il Pebble abbina una cassa esterna circolare, morbida come un ciottolo levigato, a un’apertura del quadrante quadrata. L’incontro tra le due geometrie crea il particolare equilibrio che distingue questo modello di Cartier London.
Il Tank segue una geometria rettangolare. Il quadrante è affiancato da due elementi verticali paralleli, chiamati brancards, che proseguono verso il cinturino. Il disegno fu ispirato alla forma di un carro armato osservato dall’alto.
La rarità, però, deve essere dimostrata. Una serie presentata come limitata può essere stata prodotta in migliaia di pezzi e trovare pochi compratori, ma una variante mai promossa come esclusiva può essere arrivata fino a oggi in quantità molto ridotte. I documenti conservati dalla manifattura permettono di ricostruirne l’origine, mentre i cataloghi pubblicati all’epoca aiutano a verificare la configurazione originale. I risultati delle aste, infine, sono in grado di dimostrare se quella scarsità ha generato una domanda sufficiente a sostenere il prezzo.
Orologi come investimenti alternativi: l’originalità può contare più di un aspetto impeccabile
Negli orologi vintage, i segni lasciati dal tempo non riducono necessariamente il valore, perché un quadrante rimasto intatto può essere preferito a uno restaurato, anche quando presenta una lieve variazione di colore o piccole tracce di invecchiamento. Il restauro restituisce infatti un aspetto più fresco, però elimina una parte della configurazione con cui l’orologio è arrivato fino a oggi.
Lo stesso principio riguarda la cassa. Una lucidatura aggressiva o ripetuta può arrotondare gli spigoli e modificare le proporzioni definite dalla manifattura. In alcuni casi scompaiono anche le finiture applicate in origine alle diverse superfici. L’intervento può quindi rendere l’orologio più brillante, ma il risultato finale è quello di una cassa meno fedele a quella prodotta all’epoca.
In merito ai componenti sostituiti bisogna valutarne il periodo di produzione, perché un ricambio autentico che però è stato realizzato molti anni dopo può essere corretto dal punto di vista tecnico senza esserlo da quello collezionistico. Per questa ragione gli esemplari che conservano ancora gran parte delle parti montate in origine diventano progressivamente meno comuni.
Questa distinzione influenza anche il modo in cui affrontare la manutenzione. Su un modello moderno utilizzato regolarmente, una revisione permette di preservarne il funzionamento e può richiedere la sostituzione delle parti ormai usurate. Un vintage raro richiede invece interventi più prudenti, perché il montaggio di un quadrante nuovo o di lancette prodotte in seguito può ridurre l’interesse dei collezionisti, anche quando il lavoro viene eseguito dalla casa madre.
Ecco perché i documenti relativi alle revisioni aiutano a capire quali interventi sono stati effettuati nel tempo. Quando un orologio viene definito full set, significa conserva ancora ciò che veniva consegnato insieme al momento dell’acquisto. Di solito si parla della scatola originale e della garanzia, mentre la ricevuta o i documenti delle revisioni sono altrettanto rilevanti, perché possono raccontare cosa è successo all’esemplare dopo la vendita.
Su un orologio recente, questi elementi aiutano soprattutto a controllarne la provenienza e a capire se gli interventi di assistenza sono stati eseguiti in modo corretto. Se invece parliamo di un orologio vintage la situazione cambia, perché scatola e documenti vengono spesso persi nel tempo, e quando sono ancora presenti, l’esemplare diventa meno comune.
Il loro peso, infine, cresce ancora se permettono di dimostrare che l’orologio è appartenuto a una persona conosciuta o ha avuto un ruolo in un evento documentato.
Gli orologi da collezione che hanno stabilito i principali record d’asta
| OROLOGIO | VENDITA | PERCHÉ HA RAGGIUNTO QUELLA CIFRA |
| Rolex Daytona ref. 6239 di Paul Newman | Phillips, 2017: 17.752.500 dollari, al termine di dodici minuti di rilanci | Il quadrante esotico era già diventato noto tra i collezionisti come “Paul Newman”, ma questo esemplare era appartenuto personalmente all’attore e pilota. La provenienza documentata lo rendeva diverso da qualsiasi altro Daytona con la stessa configurazione |
| Patek Philippe Grandmaster Chime ref. 6300A-010 | Christie’s, Only Watch 2019: 31 milioni di franchi svizzeri | Era stato realizzato appositamente per l’asta benefica ed era il primo e unico Grandmaster Chime prodotto in acciaio. Il movimento comprende venti complicazioni e la cassa reversibile ospita due quadranti. La combinazione tra esemplare unico e finalità benefica portò al record mondiale per un orologio venduto all’asta |
| Patek Philippe Henry Graves Jr. Supercomplication | Sotheby’s, 2014: 24 milioni di dollari, equivalenti a circa 23,2 milioni di franchi svizzeri | L’orologio da tasca era stato commissionato dal banchiere Henry Graves Jr. e richiese anni di progettazione. Le sue ventiquattro complicazioni furono sviluppate senza strumenti informatici, rendendolo un’opera irripetibile per importanza tecnica e storica |
| Patek Philippe Grandmaster Chime ref. 6300G-010 di Sylvester Stallone | Sotheby’s, 2024: 5,4 milioni di dollari | Si trattava del primo esemplare della referenza 6300G presentato in un’asta. La proprietà di Stallone aggiungeva una provenienza celebre, confermata anche dalla confezione e dal volume dedicato all’orologio che riportavano il nome dell’attore |
| Patek Philippe ref. 1518 in acciaio | Phillips, 2016: 11.002.000 franchi svizzeri, pari allora a 11.112.020 dollari | La referenza 1518 occupa un posto importante nella storia dell’orologeria complicata, ma la versione in acciaio è molto più rara rispetto a quelle realizzate in oro. In questo caso il prezzo fu sostenuto dalla combinazione tra il materiale insolito e la rilevanza collezionistica della referenza |
Moderno, vintage e indipendenti: come cambia il rischio di investire in orologi da collezione
Gli orologi moderni più richiesti vengono scambiati con una certa frequenza, quindi esistono più riferimenti per confrontare i prezzi e un numero maggiore di potenziali acquirenti. La quotazione può però cambiare rapidamente quando il mercato anticipa una decisione della manifattura. Le indiscrezioni sulla possibile uscita di produzione di una referenza possono spingere gli acquisti e far salire i prezzi, salvo poi perdere forza se la notizia non viene confermata. WatchCharts ha osservato un andamento di questo intorno alle voci sul Rolex GMT-Master II “Pepsi”.
Infatti, nei primi mesi del 2026, le voci secondo cui Rolex avrebbe ritirato dal catalogo il GMT-Master II “Pepsi” spinsero molti acquirenti ad anticipare l’acquisto. Il prezzo sul mercato secondario salì di quasi il 12% nel primo trimestre. Quando l’uscita di produzione fu poi confermata a Watches and Wonders, le quotazioni arretrarono subito: una parte del rialzo aveva già incorporato la notizia e alcuni compratori non erano più disposti a inseguire prezzi tanto elevati
Nel vintage, invece, la valutazione si concentra molto di più sul singolo esemplare. Due orologi prodotti nello stesso periodo possono aver subito interventi differenti oppure conservare parti diverse da quelle montate in origine. Ecco perché la perizia diventa determinante. La disponibilità ridotta può sostenere il prezzo, ma aumenta anche il rischio di acquistare un orologio restaurato in modo invasivo o difficile da riparare con componenti adatti all’epoca.
Quando invece l’interesse si sposta sulle manifatture indipendenti, il problema non riguarda tanto la conservazione storica del singolo esemplare, quanto la solidità di un mercato spesso più ristretto. Marchi come F.P. Journe producono quantità limitate e attirano collezionisti interessati al lavoro del singolo orologiaio e alle soluzioni tecniche sviluppate per una determinata referenza. Il mercato rimane però più ristretto rispetto a quello dei grandi produttori, proprio perché le manifatture indipendenti producono pochi esemplari e si rivolgono a un pubblico più specializzato. Sul mercato secondario circolano quindi meno orologi e si registrano meno vendite rispetto ai modelli più noti dei grandi marchi. Di conseguenza, trovare un acquirente può richiedere più tempo e una singola aggiudicazione può influenzare molto la percezione del prezzo.
Come stimare il prezzo prima dell’acquisto
Prima di acquistare, bisogna verificare se la cifra richiesta corrisponde ai prezzi realmente raggiunti da esemplari simili. Il confronto deve quindi iniziare dalla referenza esatta e dalla configurazione dell’orologio, perché abbiamo visto che anche una piccola differenza può modificarne la valutazione. Una volta individuati esemplari realmente comparabili, bisogna distinguere tra i prezzi effettivamente raggiunti e quelli soltanto richiesti, ovvero tra un risultato d’asta che documenta quanto un compratore ha pagato e l’annuncio di un commerciante che sta indicando la cifra alla quale spera di vendere. Lo stesso controllo va fatto sulle piattaforme specializzate, perché i valori pubblicati possono riferirsi a transazioni già concluse oppure a orologi ancora in attesa di un acquirente.
Il prezzo richiesto va poi confrontato con il tempo trascorso dall’annuncio. Un annuncio che rimane online per mesi suggerisce che il prezzo richiesto sia troppo alto oppure che gli acquirenti interessati siano pochi. Quando gli esemplari disponibili vengono venduti rapidamente, la cifra indicata trova invece riscontro nella domanda presente sul mercato.
Tra l’acquisto e la successiva vendita possono inoltre emergere spese capaci di ridurre sensibilmente il guadagno: pensiamo a una revisione costosa che potrebbe assorbire parte della rivalutazione, oppure il ricorso a una casa d’aste o a un commerciante che riduce di fatto la somma incassata. Vien da sé, quindi, che il rendimento finale corrisponde quindi alla differenza tra il ricavo netto della vendita e tutto il denaro speso per acquistare e mantenere l’orologio.
Attenzione: l’autenticità va verificata prima del pagamento
Più aumenta il valore dell’orologio, maggiore diventa il rischio di incontrare esemplari alterati o accompagnati da documenti falsi. I casi più comuni possono riguardare un quadrante che può essere stato ristampato per nascondere i segni del tempo, oppure che un altro esemplare possa essere stato assemblato utilizzando parti provenienti da orologi differenti. Nel vintage, queste modifiche non sono sempre riconoscibili attraverso le fotografie pubblicate dal venditore.
Prima del pagamento è quindi prudente affidare l’orologio a uno specialista indipendente, che possa verificare se il movimento e gli altri componenti corrispondono alla referenza dichiarata. Per alcuni Rolex usati esiste anche il programma ufficiale Certified Pre-Owned. Gli esemplari ammessi vengono controllati dalla rete autorizzata e venduti con una garanzia internazionale di due anni. Questa tutela può però tradursi in un prezzo superiore rispetto a quello richiesto per un orologio privo della certificazione ufficiale, un’uscita talvolta necessaria che però andrà a penalizzare il rendimento finale.
La custodia e la rivendita possono cambiare il risultato economico di un orologio da collezione
Una volta effettuato l’acquisto di un orologio da collezione, bisogna saperlo conservare bene al fine di non comprometterne né il funzionamento né il valore. Sono diversi i fattori di rischio: l’umidità, ad esempio, che potrebbe raggiungere il movimento o danneggiare il quadrante, oppure un urto, che può lasciare segni difficili da eliminare senza dover modificare la cassa. C’è poi il rischio di furto, più frequente per gli esemplari più costosi, e in questo caso andrà valutata una copertura assicurativa adeguata.
Per attivarla, però, l’orologio deve essere identificato con precisione. Conviene quindi fotografarlo e conservare il numero di serie insieme alle fatture e ai documenti ricevuti al momento dell’acquisto. Questo materiale sarà utile anche in caso di futura rivendita, perché permetterà al compratore di verificare la provenienza dell’esemplare.
La documentazione, però, non rende automaticamente semplice trovare un acquirente. Un modello sportivo molto scambiato può essere venduto in tempi brevi, mentre un pezzo raro e costoso richiede qualcuno che conosca quella specifica referenza e sia disposto a investire una somma elevata.
La casa d’aste permette di raggiungere collezionisti internazionali, ma la vendita segue il calendario stabilito per la sessione e il ricavo viene ridotto dalle commissioni. Un commerciante potrebbe formulare una proposta in tempi più brevi, però bisogna tenere conto del guadagno che dovrà ottenere dalla successiva rivendita. La trattativa privata, infine, può lasciare al proprietario una somma maggiore, tuttavia richiede un impegno proprio maggiore, obbligando a verificare personalmente l’affidabilità dell’acquirente e a organizzare un pagamento sicuro.
Quanto spazio può avere un orologio da collezione nel patrimonio
Un orologio da collezione può occupare soltanto una parte limitata del patrimonio, perché il capitale rimane legato a un oggetto che potrebbe richiedere tempo per essere venduto. Le oscillazioni osservate dopo il 2022 di cui abbiamo parlato all’inizio di questa guida, mostrano inoltre che anche i modelli più desiderati possono attraversare correzioni profonde.
Ecco perché concentrare tutta la somma disponibile sulla referenza più discussa del momento espone l’acquirente ai cambiamenti improvvisi della domanda. Un orizzonte lungo permette invece di attraversare le fasi meno favorevoli senza dover vendere subito e lascia più tempo per trovare un compratore disposto a riconoscere il valore dell’esemplare.
La scelta più prudente resta quella di acquistare un orologio che si sarebbe disposti a conservare anche se il prezzo smettesse di salire. Chi conosce la storia di una referenza e sa riconoscere le caratteristiche corrette dell’esemplare ha maggiori possibilità di evitare acquisti sopravvalutati. Il risultato dipenderà allora soprattutto dalla cifra pagata e dalla possibilità di attendere la vendita senza sentire l’urgenza di doverla concludere in fretta.
(Foto: Duy Tung Tran on Unsplash)
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