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Case Green, Commissione Ue porta avanti procedura d'infrazione contro l'Italia

L'Italia ha due mesi di tempo per rispondere e per adeguarsi, recependo quanto prescritto nella normativa interna

Ambiente, Economia
Case Green, Commissione Ue porta avanti procedura d'infrazione contro l'Italia
(Teleborsa) - La Commissione Europea porta avanti la procedura di infrazione contro l'Italia ed altri tre Stati - Grecia, Spagna e Malta - per il mancato adeguamento alla Direttiva "Case Green" (direttiva UE 2023/1791) ed ha dunque inviato pareri motivati, invitandoli a recepire pienamente le norme europee in materia di efficienza energetica degli edifici.


Il mancato recepimento


La Direttiva "Case Green", adottata nel 2023, prescriveva che gli Stati membri avessero l'obbligo di notificare le misure di recepimento entro l'11 ottobre 2025, ad eccezione di alcune disposizioni che prevedevano scadenze specifiche. Nel novembre 2025, Bruxelles aveva inviato lettere di costituzione in mora a 26 Stati membri per l'incompleto recepimento della direttiva e, dopo aver esaminato le misure di recepimento e le spiegazioni fornite da Grecia, Spagna, Italia e Malta, aveva concluso che i quattro Stati membri non avevano ancora recepito pienamente la direttiva. Ora, la Commissione ha deciso di inviare pareri motivati indicando quali disposizioni specifiche ritiene non siano state recepite.


Cosa prescrive la Direttiva


La Direttiva "Case Green", che va ad aggiornare una precedente direttiva del 2012, introduce misure più ambiziose in materia di efficienza energetica, per contribuire a ridurre il consumo di energia in UE, contribuendo a migliorare la sicurezza energetica e l'accessibilità economica dell'energia. La Direttiva fissa obiettivi per il consumo energetico e il risparmio energetico, con particolare attenzione alle misure volte ad alleviare la povertà energetica, ed indica determinati target per i consumi pubblici e per la ristrutturazione degli edifici della PA.

La direttiva, inoltre, introduce il principio di "efficienza energetica al primo posto" quale principio fondamentale della politica energetica europea, che impone agli Stati europei di tenere conto dell'efficienza energetica in tutte le decisioni politiche e nelle principali decisioni di investimento adottate nei settori energetico e non energetico.


Due mesi di tempo per adeguarsi


Dopo l'inoltro dei pareri motivati, i quattro Stati sotto procedura d'infrazione, inclusa l'Italia, avranno ora di 2 mesi di tempo per rispondere e completare il recepimento della Direttiva, trascorsi i quali la Commissione potrà deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE, chiedendo che vengano imposte sanzioni pecuniarie.


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