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Valichi alpini, ogni anno 200 milioni di tonnellate di merci

Unioncamere stima fino a 1,5 miliardi di danni l'anno in caso di crisi

Economia
Valichi alpini, ogni anno 200 milioni di tonnellate di merci
(Teleborsa) - Ogni anno 200 milioni di tonnellate di merci attraversano le Alpi su strada e ferrovia: valgono il 90% dell'interscambio italiano con l'Ue, salito nel 2025 a 665 miliardi di euro (750 con Regno Unito e Svizzera). Le crisi dei valichi, con interruzioni o limitazioni anche su più collegamenti insieme, possono provocare danni economici fino a 1,5 miliardi l'anno, inclusi i costi esterni, sociali e ambientali.

Lo indica lo studio "Analisi di resilienza del sistema dei valichi alpini" di Uniontrasporti, commissionato da Unioncamere e presentato alla Camera. "Il sistema dei valichi alpini rappresenta molto più di una rete di infrastrutture: è la spina dorsale logistica dell'integrazione economica europea", ha detto il presidente di Unioncamere Andrea Prete: "Ogni interruzione, limitazione o rallentamento si traduce in maggiori costi per le imprese, ritardi nelle consegne e perdita di affidabilità delle catene di approvvigionamento." A pagare di più sono le Pmi.

I numeri

In quarant'anni la quota della ferrovia nel traffico transalpino è scesa dal 48% al 32%: i volumi ferroviari crescono dell'1,9% l'anno, quelli stradali del 6,2%. Il traffico si è spostato a Est: le relazioni Italia-Austria pesano oltre il 50% e quelle con la Francia il 26% (48% nel 1985-1991). Le restrizioni austriache al traffico merci costano alle imprese circa 370 milioni l'anno, più 174 milioni per i lavori sul ponte Lueg. Sul contenzioso alla Corte di giustizia Ue, l'avvocato generale ha ritenuto contrari al diritto europeo tre dei quattro provvedimenti (divieti notturno, settoriale e invernale), ma le conclusioni non sono vincolanti: la sentenza potrebbe arrivare entro fine anno.

Gli scenari e le proposte

Lo studio ha simulato quattro scenari di crisi, con orizzonte 2040, in presenza e in assenza del tunnel del Brennero e della Torino-Lione, dopo casi come la frana in Maurienne del 2023 (19 mesi di stop ferroviario al Frejus) e il deragliamento al San Gottardo. Tra le proposte: itinerari alternativi prequalificati con semplificazioni doganali, un protocollo di coordinamento transfrontaliero con cruscotto digitale unico, il riconoscimento dei valichi come infrastrutture strategiche europee, una valutazione preventiva obbligatoria degli impatti economici delle grandi limitazioni e un monitoraggio economico permanente.
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