ABI, prestiti a famiglie e imprese in crescita del 2,7%
(Teleborsa) - Continuano a crescere i prestiti concessi dalle banche a famiglie ed imprese. Secondo l'ultimo rapporto mensile dell'ABI, nelo mese di aprile, l’ammontare dei prestiti ha registrato una crescita del 2,7% su base annua, confermando la variazione registrata il mese precedente e proseguendo il trend iniziato a marzo 2025.
Per le famiglie è il sedicesimo mese consecutivo di incremento con un +2,7%, mentre per le imprese è il decimo mese consecutivo di crescita con un +2,8%.
La raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, ha presentato un incremento di 98,8 miliardi tra marzo 2025 e marzo 2026 (42,8 miliardi famiglie, 16,5 miliardi imprese e il restante agli altri settori, imprese finanziarie, assicurazioni, pubblica amministrazione). La raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) è risultata in aumento del 2,9% su base annua, proseguendo la dinamica positiva registrata da inizio 2024 (+2,6% nel mese precedente).
In particolare, i depositi sono cresciuti del 2,7% su base annua (+2,5% il mese precedente). La raccolta tramite obbligazioni è aumentata del 4,1% rispetto ad un anno prima (+3,5% nel mese precedente).
Quanto ai tassi praticati, quello medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è stato pari al 4,02% (+3 centesimi rispetto al mese precedente), mentre il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è attestato al 3,62% (+24 centesimi rispetto al mese precedente; 5,45% a dicembre 2023) e quello medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è stato pari al 3,43% (+6 centesimi rispetto al mese precedente; 4,42% a dicembre 2023.
Sul fronte della raccolta, il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso è stato del 2,73%, mentre il tasso medio sul totale dei depositi (certificati di deposito, depositi a risparmio e conti correnti), è stato lo 0,65% (invariato rispetto a marzo 2026 Il tasso sui conti corrente, che non hanno la funzione di investimento e permettono di utilizzare una moltitudine di servizi, ad aprile 2026 è stato lo 0,29% (invariato rispetto a marzo 2026).
A marzo 2026 i crediti deteriorati netti (cioè l’insieme delle sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinanti calcolato al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche) ammontavano a 26,9 miliardi di euro, da 27,7 miliardi di dicembre 2025 (31,3 miliardi a dicembre 2024). Rispetto al loro livello massimo, 196,3 miliardi raggiunti nel 2015, sono risultati in calo di oltre 169 miliardi. I crediti deteriorati netti rappresentavano l’1,28% dei crediti totali. Tale rapporto era inferiore rispetto a dicembre 2025 (1,32%; 1,51% a dicembre 2024; 9,8% a dicembre 2015).
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