BCE, imprese segnalano ulteriore inasprimento di tassi per prestiti e altre condizioni
L'ultima rilevazione
(Teleborsa) - Le imprese dell'Eurozona hanno segnalato un aumento netto dei tassi di interesse sui prestiti bancari nel primo trimestre del 2026. È quanto emerge dall'ultima rilevazione del Survey on the Access to Finance of Enterprises (SAFE) della Banca centrale europea (BCE).
Un aumento analogo è stato osservato sia dalle piccole e medie imprese (PMI) che dalle grandi imprese. Allo stesso tempo, il 37% netto delle imprese (in aumento rispetto al 28% del trimestre precedente) ha osservato ulteriori incrementi sia degli altri costi di finanziamento (ovvero commissioni, spese e onorari) sia dei requisiti di garanzia.
In questa rilevazione, le imprese hanno segnalato un fabbisogno di finanziamento bancario stabile (nessuno delle imprese ha segnalato un aumento del fabbisogno, in calo rispetto al 3% del quarto trimestre del 2025), accompagnato da una lieve diminuzione percepita della disponibilità. Di conseguenza, il divario di finanziamento bancario - un indice che misura la differenza tra il fabbisogno e la disponibilità di prestiti bancari - è rimasto positivo, ma leggermente inferiore, attestandosi al 2%, in calo rispetto al 3% del trimestre precedente.
Guardando al futuro, le imprese prevedono una lieve diminuzione della disponibilità di finanziamenti esterni nei prossimi tre mesi, indicando una prospettiva meno ottimistica rispetto alla precedente rilevazione.
Le imprese hanno continuato a percepire le prospettive economiche generali come il principale fattore limitante la disponibilità di finanziamenti esterni, ma hanno segnalato lievi miglioramenti nella propensione delle banche a concedere prestiti. In questo sondaggio, l'8% netto delle imprese ha indicato di aspettarsi un impatto leggermente più negativo delle proprie prospettive specifiche, in termini di vendite e profitti, sulla disponibilità di finanziamenti esterni (in aumento rispetto al 7% del precedente sondaggio).
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