Credito: prestiti a famiglie e imprese in progressivo aumento a tassi più bassi
(Teleborsa) - Migliora il mercato creditizio a marzo, con prestiti in persistente aumento per famiglie ed imprese e tassi d'interesse generalmente stabili o in leggero calo rispetto al mese precedente. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto mensile dell'ABI.
A marzo 2026, l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 2,4% su base annua, in accelerazione rispetto al +2,2% registrato a febbraio, proseguendo il percorso di crescita iniziato a marzo 2025. In dettaglio, per le famiglie si tratta del quindicesimo mese consecutivo di incremento (+2,6%), mentre per le imprese è il nono mese consecutivo di crescita dei prestiti (+1,8%).
Sul fornte della provvista, la raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, ha presentato un incremento di 78,8 miliardi tra febbraio 2025 e febbraio 2026 (30,2 miliardi famiglie, 15 miliardi imprese e il restante agli altri settori, imprese finanziarie, assicurazioni, pubblica amministrazione). La raccolta diretta complessiva (depositi e obbligazioni) è risultata in aumento del 2,6% su base annua, proseguendo la dinamica positiva registrata da inizio 2024 (+3,8% nel mese precedente). Più in dettaglio, i depositi nelle varie forme sono cresciuti del 2,7% su base annua (+4,3% il mese precedente), mentre la raccolta a medio e lungo termine tramite obbligazioni è aumentata dell’1,5% rispetto ad un anno prima (+0,6% nel mese precedente).
Quanto ai tassi d'interesse, il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è risultato stabile al 3,98%, mentre il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,26% (3,33% nel mese precedente; 5,45% a dicembre 2023) ed il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è sceso al 3,36% (3,44% nel mese precedente; 4,42% a dicembre 2023).
Il tasso praticato sui nuovi depositi a durata prestabilita (cioè certificati di deposito e depositi vincolati) risultava stabile al 2,09% e superiore a quello medio dell’area dell’euro che si attestava all’1,88% a febbraio. Rispetto a giugno 2022, (ultimo mese prima dei rialzi dei tassi BCE) quando il tasso era dello 0,29%, l’incremento è stato di 180 punti base. Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso si è attestato al 2,88%. A marzo 2026 il tasso medio sul totale dei depositi (certificati di deposito,
depositi a risparmio e conti correnti), è stato lo 0,65% (in aumento rispetto allo 0,64% di febbraio 2026 e allo 0,32% di giugno 2022). Il tasso sui conti corrente, che non hanno la funzione di investimento e permettono di utilizzare una moltitudine di servizi, è stato lo 0,28% (in incremento rispetto allo 0,27% di febbraio 2026 e allo 0,02% di giugno 2022).
Quanto alla situazione delle banche, a febbraio 2026, i crediti deteriorati netti (cioè l’insieme delle sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinanti calcolato al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche)
ammontavano a 27,6 miliardi di euro, da 30 miliardi di settembre 2025 (31,3 miliardi a dicembre 2024). Rispetto al loro livello massimo, 196,3 miliardi raggiunti nel 2015, sono risultati in calo di quasi 169 miliardi. A febbraio 2026 i crediti deteriorati netti rappresentavano l’1,32% dei crediti totali. Tale rapporto era inferiore rispetto a settembre 2025 (1,43%; 1,51% a dicembre 2024; 9,8% a dicembre 2015).
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