(Teleborsa) - La Banca Centrale Europea non deve esitare ad aumentare ulteriormente i tassi di interesse se l'inflazione "inizia a muoversi nella direzione sbagliata".
E' quanto ha dichiarato al Financial Times,
Gabriel Makhlouf, governatore della Banca Centrale d'Irlanda e membro del Consiglio direttivo, ammettendo di sentirsi "preoccupato" per il fatto che l'inflazione nell'Eurozona si mantenga al di sopra del 3%, mentre la crescita economica è stata "leggermente più forte" di quanto previsto dagli analisti prima dell'estate.
Secondo infatti quanto emerso ieri dai prezzi al consumo dell'Eurozona, l'
inflazione preliminare annua ha accelerato ad agosto al 3,3% dal 2,9% di luglio sebbene quella core - che esclude le componenti più volatili quali energia, cibo e tabacchi - abbia rallentato al 2,4% dal +2,5% sia del mese precedente sia del consensus.
Le
aspettative sull'inflazione sono comunque "su un livello positivo" e non vi sono prove di "effetti di seconda ondata sui salari. Stiamo assistendo a rischi che sono sotto controllo". Qualora si verificasse "un significativo cambiamento al rialzo dei rischi di inflazione" la BCE dovrebbe però essere pronta a intervenire.
"La
decisione che prenderemo la prossima settimana
non sarà una sorpresa per nessuno", ha affermato Makhlouf, aggiungendo che "La politica non è restrittiva" e che si inizierebbe a parlare di politica restrittiva "all'incirca, una volta superato il 2,75%". La crescita del PIL superiore alle previsioni è stata "uno dei fattori che rende la decisione della prossima settimana davvero chiara" e si attende che la BCE riveda "leggermente" al rialzo le proprie stime di crescita dell'Eurozona per quest'anno.