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Trump valuta nuovi attacchi in Iran. Petrolio vola a 126 dollari con escalation

Il Presidente americano oggi riceverà un briefing delle forze armate e valuterà diverse ipotesi di intervento

Finanza
Trump valuta nuovi attacchi in Iran. Petrolio vola a 126 dollari con escalation
(Teleborsa) - Si profila una nuova escalation delle tensioni geopolitiche in Medioriente, con Trump che sta valutando di rompere il cessate il fuoco e sferrare nuovi attacchi all'Iran, sulla scorta del fallimento delle trattative delle ultime settimane e per far presdìsioni su Teheran affinchè accetti u accordo che includa anche la questione nucleare.

E' quanto emerge dalle ultime indiscrezioni rimbalzate dall'agenzia Axios, citando due fonti a conoscenza della questione, secondo cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe ricevere oggi dal Comandante Brad Cooper un briefing su una possibile azione militare contro l'Iran che prenda di mira le infrastrutture petrolifere. Le altre alternative includerebbero un'operazione delle forze speciali per mettere in sicurezza le scorte di uranio iraniane e l'utilizzi di forze di terra per prendere il controllo dello Stretto di Hormuz e riaprirlo alla navigazione commerciale.

E dello Stretto di Hormuz, principale ostaggio in questo conflitto fra USA ed Iran, parla anche il Wall Street Journal, secondo cui la Casa Bianca starebbe cercando di creare una nuova coalizione internazionale per ripristinare la navigazione attraverso questa vitale via navigabile e, a questo proposito, starebbe "facendo pressione" sui governi stranieri affinché aderiscano a una proposta di realizzazione di una via navigabile "libera". La coalizione sarebbe finalizzata a consentire una navigazione sicura e coordinare le risposte alle eventuali interruzioni e prevederebbe la condivisione di informazioni, il coordinamento diplomatico e l'applicazione di sanzioni, e potrebbe includere la partecipazione sia diplomatica che militare.

I piani di Trump relativi ad ulteriori attacchi punterebbero a fare pressione sulle autorità iraniane per costringerle a riaprire il tavolo delle trattative, dopo che l'ultima proposta giunta da Teheran, che prevedeva il cessate il fuoco e la riapertura dello Stretto, senza far alcun cenno al nucleare, ha scontentato molto il Presidente Trump, che vuole rimettere il nucleare al primo posto, essendo il principale elemento che ha motivato la guerra in Iran.

Queste notizie arrivano dopo che il prezzo della benzina è andato alle stelle negli Stati Uniti, raggiungendo un prezzo di 4,28 dollari al gallone, mentre il petrolio ha toccato nuovi record dall'inizio del conflitto oltre i 120 dollari al barile. Il future sul Brent per consegna, che ieri aveva toccato un picco al di sopra dei 119 USD, si è spinto stamattina sino a 126,10 dollari/barile, nuovo record di 126,10 Usd, per poi assestarsi a 116,08 dollari. Il contratto più attivo di luglio scambia invece a 110,28 Usd su un massimo raggiunto di 114,66. Parallelamente, il WTI statunitense viene trattato a 106,74 sulla consegna giugno (massimo a 110,93 dollari).











Altre opzioni di cui Trump verrà informato

secondo quanto riportato da Axios. Entrambe le operazioni potrebbero prevedere l'impiego di forze di terra. Gli Stati Uniti hanno sostanzialmente mantenuto il blocco navale contro l'Iran, con Trump che ha considerato questa mossa una delle principali fonti di pressione su Teheran affinché accetti un accordo. Tuttavia, Teheran ha in gran parte chiesto la fine del blocco prima che possano riprendere i colloqui di pace. Il Paese ha inoltre bloccato di fatto lo Stretto di Hormuz per gran parte dei circa due mesi trascorsi dall'inizio della guerra.

In seguito alla pubblicazione del rapporto, i future sul petrolio Brent, il benchmark globale, sono schizzati al livello intraday più alto dall'inizio del conflitto, alla fine di febbraio. Le borse asiatiche ed europee hanno registrato un calo.



Questo sforzo si inserisce in un contesto di tensioni con l'Iran che continuano a perturbare il traffico, con Teheran accusata di prendere di mira le navi e gli Stati Uniti che mantengono un blocco navale su vasta scala sulle navi collegate ai porti iraniani. Lo Stretto di Hormuz è diventato una questione centrale nei negoziati in stallo tra Stati Uniti e Iran. La chiusura effettiva di uno stretto punto di strozzatura per un quinto del petrolio mondiale ha sollevato preoccupazioni in merito all'approvvigionamento energetico globale e ai prezzi del petrolio.
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