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CdM domani su proroga misure carburanti, seguirà intervento più mirato

Fonti di governo anticipano che l'esecutivo ha bisogno di più tempo per mettere a punto misuree specifiche in base alle fasce di reddito

Economia, Energia
CdM domani su proroga misure carburanti, seguirà intervento più mirato
(Teleborsa) - Domani è previsto un nuovo Consiglio dei Ministri, ancora da convocare, che dovrebbe prorogare per alcuni giorni le misure già in vigore per il caro carburanti, in particolare il taglio delle accise, quale misura ponte per consentire al Governo di lavorare ad un intervento più mirato contro il caro energia.

E' quanto anticipano fonti di palazzo Chigi, dopo che oggi si è svolta una pre-riunione dedicata alla situazione dei prezzi dei carburanti e alle misure di sostegno, in cui erano presenti la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi moderati Maurizio Lupi e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.

Va tenuto conto che domani, 26 agosto 2026, scade la proroga di 1 giorno del taglio delle accise sul gasolio di 17 centesimi, che originariamente era stata fissata fino al 24 agosto. "Quella in scadenza domani, dunque, non sarà la misura definitiva, - spiegano le fonti - ma servirà a consentire di mettere a punto il provvedimento nei tempi che sono necessari".

L'obiettivo del Governo - si sottolinea - è "predisporre una misura maggiormente concentrata sulle fasce di reddito che hanno più bisogno del sostegno dello Stato, rendendo così l'intervento più efficace e selettivo".

"Prorogheremo lo sconto diesel e poi stiamo ragionando più a lungo termine", ha confermato intanto il leader della e vicepremier Lega Matteo Salvini dal Meeting di Rimini. A chi gli chiedeva le tempistiche dell'ulteriore proroga del taglio accise, il titolare del MIT ha parlato di "alcuni giorni, fino a settembre", poi l'idea è di fare "qualcosa di più continuativo di più sostanzioso, e quindi servono soldi". Oltre all'ipotesi già circolata di un contributo delle banche e delle società energetiche, Salvini ha espresso il suo punto di vista, spiegando che "uno scostamento di bilancio, che significa usare i soldi degli italiani per aiutare gli italiani, è un'ipotesi da prendere in considerazione".

Si è parlato già nei giorni scorsi dell'ipotesi di imposizione di una tassa europea sugli extraprofitti delle società energetiche, una misura caldeggiata da sei paesi europei - Germania, Italia, Austria, Polonia, Spagna e Portogallo - per reperire le risorse necessarie a finanziare le misure specifiche - "targeted" secondo le indicazioni delle principali Istituzioni sovranazionali - a favore di famiglie ed imprese. Una imposta che dovrebbe essere decisa da ogni singolo Paese per suo conto, poiché Bruxelles ha spento sul nascere l'ipotesi di una tassa "comune".


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