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Commercialisti, compensi CTU: “da Tar Lazio passo importante verso adeguamento tariffe"

Economia
Commercialisti, compensi CTU: “da Tar Lazio passo importante verso adeguamento tariffe"
(Teleborsa) - Il Consiglio nazionale dei commercialisti esprime forte apprezzamento per la sentenza del Tar Lazio 14327/2026, pubblicata lo scorso 19 agosto, sull’adeguamento dei compensi degli ausiliari del magistrato, ancora sostanzialmente ancorati ai valori fissati dal D.M. 30 maggio 2002. Il ricorso era stato promosso dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova contro il silenzio del Ministero della Giustizia e del MEF sull’istanza con cui era stato richiesto l’aggiornamento all’indice Istat previsto dall’art. 54 del d.P.R. n. 115/2002.

Il TAR del Lazio ha disposto che il Ministero della Giustizia e il MEF provvedano entro 120 giorni, previa acquisizione dei necessari dati e certificazioni ISTAT, sulla domanda di adeguamento. In caso di ulteriore inerzia è già prevista la nomina di un commissario ad acta. Il passaggio si inserisce perfettamente nel percorso giurisprudenziale già delineato dalla Corte costituzionale con le sentenze n. 89/2020 e, da ultimo, n. 179/2025.

In questo percorso va sottolineata la continua e significativa attività del Consiglio nazionale dei commercialisti che ha partecipato attivamente al confronto istituzionale sulla revisione del D.M. 30 maggio 2002, mantenendo un’interlocuzione diretta con i componenti della Commissione ministeriale istituita per rideterminare la misura degli onorari degli ausiliari del magistrato nel processo penale, civile, amministrativo, contabile e tributario.

“La tematica dell’adeguamento dei compensi dei CTU rappresenta per la nostra professione un tema di grande attualità e centralità – dichiara Elbano de Nuccio, Presidente nazionale dei commercialisti –. La questione va ben oltre la pur necessaria tutela economica dei professionisti. Un sistema giudiziario che pretende consulenze tecniche qualificate, specialistiche e caratterizzate da rilevanti responsabilità deve garantire compensi proporzionati alla complessità, al valore e alla qualità delle prestazioni richieste. Dopo le ripetute pronunce della Corte costituzionale e, oggi, anche dopo la decisione del TAR Lazio, il tema non è più se intervenire, ma quando dare finalmente attuazione a un obbligo normativo rimasto ineseguito per troppo tempo”.

“Il Consiglio nazionale ha partecipato a un più ampio confronto sviluppato insieme ad altre categorie professionali – spiega la Consigliera Giovanna Greco, delegata alle Funzioni giudiziarie e ADR fin dal 2022 –. Da questo lavoro è scaturita un’articolata proposta normativa di revisione delle tabelle degli ausiliari del magistrato, trasmessa al Ministero della Giustizia e costruita nella prospettiva di un nuovo decreto destinato a sostituire l’attuale impianto. Le professioni non si sono limitate a rivendicare l’aggiornamento dei valori economici dopo oltre vent’anni di sostanziale immobilità, ma hanno portato al tavolo ministeriale proposte tecniche, criteri di calcolo e ipotesi normative, mettendo a disposizione l’esperienza maturata nell’applicazione quotidiana delle tariffe presso i diversi uffici giudiziari”.



Tra i temi affrontati, infatti, figurano anche la rimodulazione degli onorari a tempo, il superamento di limiti quantitativi ormai anacronistici, l’introduzione di materie e prestazioni non contemplate nelle vecchie tabelle e il riconoscimento dei costi organizzativi che oggi il professionista sostiene per assicurare strutture, tecnologie, formazione e adeguati livelli di specializzazione.



In particolare, un profilo segnalato dal Consiglio nazionale dei commercialisti riguarda la marcata disomogeneità delle liquidazioni: incarichi sostanzialmente analoghi possono ricevere trattamenti economici sensibilmente differenti da un tribunale all’altro. La revisione delle tabelle è perciò anche uno strumento per ridurre la discrezionalità applicativa e rendere maggiormente prevedibile e uniforme il sistema.

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