Commercialisti, Cataldi: “Quote generazionali per istituzioni e incarichi”
(Teleborsa) - “È fondamentale puntare su un ricambio generazionale concreto, prevedendo quote generazionali all’interno delle istituzioni e nell’assegnazione degli incarichi. Non per garantire un ruolo, ma per offrire ai giovani l’opportunità di dimostrare il proprio valore, maturare l’esperienza necessaria e contribuire al futuro della professione”. È la proposta lanciata da Francesco Cataldi, presidente nazionale dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, in occasione del XXII Forum dei Giovani commercialisti per celebrare i sessant’anni dell’associazione.
“L’Unione è più viva che mai – ha aggiunto Cataldi –. Questi sessant’anni raccontano una storia di amicizia, battaglie e risultati, costruita grazie allo “spirito Unione” e alla capacità di generare partecipazione ed entusiasmo. Oggi celebriamo il lavoro di tutti i presidenti e delle giunte che si sono succeduti, ma guardiamo anche avanti. È importante assicurare continuità ai progetti e alle idee, lasciando alle nuove generazioni la possibilità di rinnovarne modalità e strumenti”.
Il Forum, dal titolo “60 anni di Unione e cambiaMENTI”, ha riunito rappresentanti delle istituzioni di categoria e i presidenti che, dal 1966 a oggi, hanno guidato l’UNGDCEC. Nel corso dell’incontro è stato presentato anche il volume celebrativo realizzato con il contributo delle Unioni locali. Una parte dei lavori è stata dedicata ai primi vent’anni della Fondazione Centro Studi UNGDCEC e ai primi sei anni di IUYA, l’organizzazione internazionale dei giovani professionisti.
“La storia dell’Unione è fatta di condivisione, appartenenza e visione – ha dichiarato Francesco Savio, presidente della Fondazione Centro Studi UNGDCEC –. La nascita di nuove realtà ha avuto un unico obiettivo: creare una rete tra professionisti e aiutare i giovani a emergere in un’attività sempre più difficile e complessa”. Per Danilo Casucci, presidente IUYA, l’apertura internazionale ha rappresentato “un’esperienza umana di altissimo profilo. Il nostro compito era guardare all’estero e costruire un progetto attrattivo e differente”.
In apertura dei lavori Carlo De Luca, segretario UNGDCEC, ha affermato: “Alcune date non sono semplici numeri sul calendario, il 1° maggio 1966 è una di queste. Quel giorno prendeva vita un'idea mossa da una forza precisa: lo “spirito Unione”. Dopo 60 anni, con l’aiuto dell’Unione di Salerno che ringrazio per l’accoglienza e organizzazione, abbiamo avuto l’onore di celebrare quella stessa identica energia, che non è mai invecchiata: sei decenni di passioni, battaglie sindacali e crescita professionale. Ma il traguardo più grande dell'Unione è invisibile: sono i legami di colleganza che, da generazioni, si trasformano in amicizie destinate a durare una vita”.
Sul futuro della categoria è intervenuto anche Vincenzo Moretta, vicepresidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili: “Quella del commercialista è oggi una professione moderna, chiamata ad affrontare grandi sfide. Possiamo esserne interpreti principali, ma abbiamo la responsabilità di trasformare le iniziative e il dialogo con le istituzioni in obiettivi concreti”.
“La Cassa Dottori Commercialisti condivide la visione dell’UNGDCEC e continua a investire sui giovani attraverso misure concrete che accompagnano l'intero percorso professionale: dalle agevolazioni per l'avvio dell'attività al contributo Dominus, fino agli strumenti di welfare a sostegno della genitorialità e delle situazioni di maggiore fragilità. Crediamo che nessun professionista debba essere costretto a scegliere tra il proprio progetto di vita e quello lavorativo e che lo scambio intergenerazionale rappresenti una leva prioritaria per il futuro della categoria”, ha dichiarato Ferdinando Boccia, presidente della Cassa Dottori Commercialisti.
Guido Rosignoli, vicepresidente della Cassa Nazionale di Previdenza dei Ragionieri e degli esperti contabili, afferma: “Con l’avanzamento dell’intelligenza artificiale, il valore del professionista non risiederà più nell'esecuzione degli adempimenti, ma nella capacità di interpretare le informazioni, esercitare il giudizio professionale e accompagnare clienti e aziende nei processi di innovazione, garantendo sempre etica, trasparenza e conformità normativa. In quest’ottica il lavoro anche dei giovani professionisti sarà sempre più centrale”.
Il presidente dell’ODCEC Salerno, Sergio Cairone, ha sottolineato il valore della scelta di celebrare l’anniversario in provincia di Salerno: “Ospitare il Forum dei sessant’anni è motivo di grande soddisfazione. L’Unione favorisce l’ingresso dei giovani, tutela la professione e conserva un forte valore identitario, mantenendo sempre la capacità di guardare avanti e introdurre nuove idee”.
“Se non puntiamo sulle giovani generazioni, l’Italia rischia di perdere la sua parte migliore, soprattutto al Sud, dove tanti professionisti, dopo anni di studi, non trovano opportunità adeguate di vita e di lavoro”, ha affermato il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca.
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