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Martedì 18 Febbraio 2020, ore 18.26
Azioni Milano
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Capitalisti di pasta frolla

Meglio indebitare una società che rischiare come azionisti. Questa è la lezione dell’IPO di Fincantieri.

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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La scommessa del management di Fincantieri era chiara, netta e senza possibilità di fraintendimenti: viene prima lo sviluppo industriale, la crescita produttiva, per essere sempre più competitivi, per continuare a costruire transatlantici, navi da guerra e piattaforme off-shore che andranno in giro per il mondo. Continuando a mettersi in gioco, ad armi pari, con i cantieri navali francesi, scandinavi, coreani e cinesi, partecipando ai bandi dei grandi gruppi armatoriali che cercano capacità realizzativa collaudata e tempestività nelle consegne. Già, proprio quella competizione internazionale di cui tanto si parla, quella dei committenti scrupolosi, delle gare senza trucchi e favoritismi.

E' andata così, che gli investitori retail si sono mobilitati, sottoscrivendo più del doppio della quota messa loro a disposizione, mentre i cosiddetti grandi investitori istituzionali sono rimasti alla finestra. Mentre chi legge i giornali magari si è lasciato intenerire il cuore dalla pubblicità un po' retorica, con vecchi-e-giovani, donne-e-uomini, tutti fianco-a-fianco in una foto su due pagine, con il berretto della Marina mercantile italiana, chi fa grande finanza non si è commosso affatto: per loro non ha alcun senso mettere del denaro, rischiare come azionista, e prendere pure atto che nei prossimi tre anni non ci sarà distribuzione di dividendo, perché ci sarà da reinvestire.

Se Fincantieri ha davvero bisogno di soldi, non chieda di sottoscrivere aumenti di capitale: si indebiti, emetta obbligazioni, sottoscriva covenant ferrei. Si metta a disposizione dei bondisti, che diventeranno i veri padroni dell'azienda senza rischiare. E, se qualcosa non va, si possono sempre tagliare i salari e licenziare: questa è la legge ferrea del capitale dato a prestito.

Questo è il gioco della finanza: tenere le società sottocapitalizzate, così sono sempre alla ricerca di fondi per poter lavorare. Sempre con l'acqua alla gola, giorno dopo giorno: se servono soldi, si concedono prestiti a tassi elevati, molto apprezzati sul mercato. Chi non sta a questo gioco, rimane all'asciutto. Niente rischio d'impresa, per i capitalisti di pasta frolla.

Vedi anche: Nuove IPO in Borsa


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