Salgono adesioni a swap Grecia. Ma il quorum è lontano
(Teleborsa) - Sale a trenta il numero di creditori privati che hanno dato il loro via libera all'accordo di swap di titoli di Stato della Grecia.
Secondo quanto comunicato dall'Institute of International Finance, le adesioni ad ora arrivate rappresentano il 39,9% del debito ellenico, per un ammontare pari a 81 miliardi di euro.
Lunedì, lo stesso Iif aveva annunciato la partecipazione allo scambio di 12 membri del proprio steering committee.
Si tratta di una buona notizia, visto che in questo modo calano le probabilità di un default disordinato di Atene. Va anche detto, tuttavia, che la soglia minima di adesione è fissata al 75%.
I tempi sono strettissimi: domani alle 21 ora italiana scade il termine dell'adesione.
Se l'accettazione volontaria dello swap raggiungerà il quorum, la penisola ellenica potrà tagliare più di 100 miliardi di indebitamento.
Viceversa, la Grecia potrebbe collassare con un default scoordinato che, secondo l'Iis, un'associazione che rappresenta le maggiori istituzioni finanziarie globali e che può qualificarsi oggi come il maggior creditore privato di Atene, potrebbe costringere Paesi come l'Italia e la Spagna a chiedere aiuti per arginare l'effetto contagio, con ripercussioni pesanti sull'intera Area Euro.
Le maggiori perdite verrebbero subite dalla BCE, con una esposizione nei confronti di Atene stimata in 177 miliardi di euro, mentre Irlanda e Portogallo verrebbero a trovarsi in una condizione tale da dover chiedere nuova assistenza alla UE.
Nello stesso tempo, il default greco produrrebbe 160 miliardi di costi di ricapitalizzazione per le banche.
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