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Banche avare di prestiti ma fanno incetta di BTP & Co.

Economia ·
(Teleborsa) - Dove sono finite le ingenti risorse erogate dalla Banca Centrale Europea tra il dicembre 2011 e la fine di febbraio 2012 alle banche italiane?



Secondo la CGIA di Mestre, sono state investite soprattutto in BOT, in BTP o in CTZ, investimenti redditizi e a basso rischio. Dunque, non sono state immesse nell'economia reale, come avrebbe voluto l'Eurotower quando mise in piedi le due aste a rubinetto dette Long Term Refinancing Operation, o LTRO. Il motivo è semplice: le banche non si fidano più delle imprese perché sempre più insolventi, così molti Istituti hanno deciso di non rischiare investendo sui titoli di Stato.

"Tuttavia sarebbe ingeneroso criticarle per queste scelte. Se hanno deciso di acquistare i nostri titoli di Stato in maniera così massiccia, non possiamo disconoscere che ciò a contribuito ad immettere una forte dose di liquidità nel sistema salvando l'Italia dal crack finanziario", ha tenuto a precisare il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi, aggiungendo però che "ora è indispensabile ritornare ad investire nell'economia reale".

Dal dicembre 2011 al maggio di quest'anno (ultimo dato disponibile) i titoli di Stato detenuti dalle banche residenti in Italia sono aumentati dell'88,5%. All'inizio del periodo di osservazione i titoli posseduti ammontavano a 209,6 miliardi, ora hanno raggiunto quota 395,1 miliardi (variazione assoluta +185,5 miliardi), sottolinea l'Associazione aggiungendo che per contro, i prestiti erogati dal nostro sistema creditizio alle imprese sono diminuiti del 5%, che in termini assoluti corrispondono a meno 49,3 miliardi di euro erogati. Sempre in questo periodo, le sofferenze in capo al sistema imprenditoriale sono aumentate del 29,4% (variazione assoluta + 23,7 miliardi) che, a maggio di quest'anno, hanno raggiunto un volume di 104,2 miliardi di euro.

L'analisi ha avuto inizio dal dicembre 2011. Questo periodo, infatti, coincide con la prima operazione realizzata dalla Bce che ha portato nelle casse delle nostre banche 58 miliardi di euro di rifinanziamento netto a cui si sono aggiunti altri 74 miliardi di euro prestati nel febbraio del 2012. Complessivamente, i due prestiti hanno consentito di "rafforzare" le casse dei nostri istituti di credito per 132 miliardi di euro netti ad un tasso dell'1%.

La tendenza, fa notare la CGIA, si è rafforzata anche in questa prima parte dell'anno.
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