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Venerdì 27 Aprile 2018, ore 02.43
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Siria, tensione all'ONU tra russi e americani per il raid aereo

Bocciata a maggioranza la richiesta di condanna presentata dal rappresentante di Mosca al Consiglio di sicurezza

(Teleborsa) - Dopo l'attacco alla Siria di Usa, Gran Bretagna e Francia che in ogni caso non avrebbe provocato vittime, è scontro all'ONU tra americani e russi. Riunione all'insegna della tensione a New York con il rappresentante permanente di Mosca al Consiglio di sicurezza, Vasily Nebenzya, accusa Washington: "L'attacco condotto da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna in Siria distrugge il sistema delle relazioni internazionali e rischia di destabilizzare tutta l'area".

"La Russia usa il veto il Consiglio di sicurezza dell'Onu, come il regime siriano usa il Sarin", così l'ambasciatore degli Stati Uniti all'Onu, Nikki Haley, ha risposto al collega di Mosca ricordando che il veto è stato utilizzato ben sei volte sul dossier siriano. "Non possiamo permettere - ha aggiunto la rappresentante di Washington - che la Russia getti nella spazzatura tutte le nome internazionali, e consenta che l'uso di armi chimiche non riceva una adeguata risposta".

Nikki Haley, 46 anni, governatrice della Carolina del Sud dal 2011 al 2017, ha precisato come gli Sati Uniti siano pronti a colpire di nuovo se la Siria userà ancora armi chimiche. E riferendo il contenuto di un colloquio con il presidente Trump dopo il raid ha aggiunto: "Ho parlato stamane con il presidente. Ha detto che se il regime siriano usa gas velenosi ancora una volta, gli Stati Uniti sono pronti ad usare la forza. Il tempo per le parole è finito. Abbiamo avuto 5 meeting del Consiglio sulla Siria in questa settimana".

"La nostra azione non è una vendetta, né una punizione, né per una simbolica dimostrazione di forza - ha precisato la Haley - ma abbiamo dato alla diplomazia chance dopo chance. I nostri sforzi risalgono al 2013. La Siria si è impegnata a rispettare la convenzione sulle armi chimiche. Ma come abbiamo visto dallo scorso anno, questo non è successo. Il regime siriano, con il ripetuto ricorso alle armi chimiche, ci ha spinto ad agire. Il raid è un messaggio chiarissimo: gli Stati Uniti non consentiranno al regime di Assad di usare le armi chimiche".

"E' stato un intervento umanitario, giusto e legale", ha da parte sua affermato l'ambasciatore del Regno Unito presso l'Onu, Karen Pierce, sottolineando come "il regime siriano ha ucciso il suo stesso popolo per sette anni e l'uso di armi chimiche è un crimine di guerra e un crimine contro l'umanità".

La Siria ha chiesto alla comunità internazionale e al Consiglio di sicurezza ONU di condannare con fermezza la "brutale aggressione statunitense, britannica e francese che può solo portare a infiammare ulteriormente le tensioni e rappresenta una minaccia per la pace e la sicurezza internazionali".

Bocciata a maggioranza la richiesta di condanna contro il raid aereo contro la Siria presentata da Mosca al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, mentre la Francia di Macron lancia segnali di distensione.

In Italia, il Presidente del Consiglio Gentiloni, dopo un colloquio con il Capo dello Stato, ha confermato che le basi italiane non sono state utilizzate neppure indirettamente per l'attacco alla Siria, riaffermando come solo una soluzione diplomatica possa risolvere la crisi.



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