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Giovedì 16 Agosto 2018, ore 04.41
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Trieste Airport torna in gara e la Regione Friuli offre il 55%

Deliberato il nuovo bando per l'acquisizione della gestione aeroportuale di Ronchi dei Legionari

Economia, Trasporti ·
(Teleborsa) - Trieste Airport si fa di nuovo avanti e torna in gara per la cessione del 55% del pacchetto azionario interamente detenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, la cui Giunta nella riunione di venerdì 10 agosto, ha deliberato il nuovo bando per la privatizzazione dello scalo. Il secondo tentativo alza la posta in gioco, che nel primo tentativo di vendita era limitata al 45% delle quote per un valore di 40,4 milioni di euro.

Una opportunità che soggetti come Sea (Milano), Sacbo (Bergamo) e Save (Venezia) avevano giudicato interessante ma non abbastanza, né sufficiente a produrre una proposta. La conseguenza era stata che il 16 giugno scorso, alla data di scadenza per la presentazione delle offerte, la gara è andata deserta. E’ apparso evidente come le società potenzialmente interessate avessero lanciato un chiaro segnale alla Regione, facendo intuire la volontà di attingere subito al pacchetto di maggioranza senza dovere attendere 36 mesi come prevedeva il bando precedente.

Certamente Trieste Airport è una realtà che si avvale di un polo intermodale che fa perno sulle attività portuali ed è stato recentemente potenziato dal nodo ferroviario di alto valore strategico in chiave di mobilità. Dopo l’annuncio della Regione Friuli, che mette in vendita un pacchetto del valore di 70 milioni, il primo a farsi avanti è stato il veneziano Enrico Marchi, presidente di Save, che si è riservato di valutare il nuovo bando. In altri termini, per cercare di capire come ridurre la valutazione scorporando i contributi erogati dalla Regione all’aeroporto per la gestione, e utilizzati come incentivi alle compagnie aeree, che nell’arco della concessione decennale assommano a 30 milioni.

E’ presumibile che, in questi termini, la logica industriale sia destinata a confrontarsi, o a scontrarsi, con quella politica. Ma è pur vero che un piano di sviluppo aeroportuale, inquadrato in una logica manageriale di medio-lungo periodo e basato su investimenti produttivi, debba soddisfare l’obiettivo della fattibilità. Senza dimenticare che tra gli aspiranti alla governance di Trieste Airport c’è sempre il Fondo F2i.

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