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Sabato 20 Luglio 2019, ore 05.26
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Bankitalia: "Dopo Brexit tutti dovranno dare di più"

Per Palazzo Koch l'Italia deve sfruttare meglio i fondi di coesione già storicamente sottoutilizzati

Economia ·
(Teleborsa) - La Brexit avrà un peso per tutti i Paesi dell'Unione che dovranno sopperire alla mancanza di un Paese nel bilancio comunitario. A dirlo è Paolo Sestito, capo del servizio struttura economica di Bankitalia, in audizione davanti alle commissione Bilancio e Politiche UE della Camera nell'ambito dell'esame del pacchetto di atti dell'Unione europea riguardanti il Quadro finanziario pluriennale 2021-2027.

Con l'uscita del Regno Unito tutti, compresa l'Italia, "avranno un po' meno o dovranno dare di più": sul quanto ancora è però troppo presto fare ipotesi visto che "dipenderà dalle tariffe che saranno applicate tra Gran Bretagna ed Europa".

Per quanto riguarda l'Italia, da Palazzo Koch è arrivato il monito a sfruttare meglio i fondi per le politiche di coesione anche per superare il "notevole ritardo che tradizionalmente si registra nella capacità di spesa dei propri fondi e quindi scarsa velocità di realizzazione degli interventi".

Per far fronte ai ritardi, dovuti al cattivo utilizzo, Sestito ha ricordato come spesso si sia dovuto rinunciare alla qualità dei progetti. Nel "passato si è affrontato questo problema al termine dei settennati con progetti sponda facilmente inseribili, ma se questo salva tempistica e fondi, non sempre riesce a salvare la qualità dei progetti stessi", ha sottolineato.

Ciò è ancora più urgente perché per l'Italia le politiche di coesione rappresentano "l'utilizzo principale dei fondi inseriti nel bilancio comunitario". Sestito ha poi chiarito che i nuovi criteri di allocazione avranno un impatto positivo per il nostro Paese, portando a un aumento del 6% rispetto al precedente ciclo e questo "nonostante nell'insieme l'ammontare stanziato per le politiche di coesione sia in riduzione per l'Italia".

Per Bankitalia anche la ricerca deve essere una priorità in sede di definizione delle politiche interne. "L'Italia ha una sua tradizionale carenza sia a livello delle imprese che delle amministrazioni pubbliche nel presentare progetti che siano validamente contribuibili", ha dichiarato Sestito, portando proprio la ricerca come settore in cui "il relativo sottodimensionamento" porta ad "ottenere una quota di finanziamento relativamente contenuta".

Spesso infatti accade che "molti ricercatori italiani scelgono di usare i fondi ottenuti per loro merito individuale in strutture che non fanno capo al nostro Paese perché in queste strutture non italiane riescono a sviluppare meglio i loro progetti".

Il capo del servizio struttura economica di Bankitalia infine ricordato che rispetto al ciclo precedente, l'Italia ha registrato il declassamento di alcune regioni: due, il Molise e la Sardegna "passano dallo stato di Regioni in transizione allo stato di Regioni meno sviluppate" e l'Umbria e le Marche "passano da regioni più sviluppate allo stato intermedio (cioè tra le regioni in transizione)".




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