Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie.
Chiudendo questa notifica dichiari di aver preso visione e di ACCETTARE LA PRIVACY E I COOKIE DI TELEBORSA.

 
Domenica 22 Settembre 2019, ore 16.19
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Fisco, Cgia: "Paghiamo 33,4 miliardi di tasse in più rispetto a media europea"

Si tratta di un differenziale che pesa quasi 2 punti di Pil. In termini pro capite, una maggiorazione di 552 euro

Economia ·
(Teleborsa) - Nel 2018 gli italiani hanno pagato 33,4 miliardi di euro di tasse in più rispetto all'ammontare complessivo medio versato dai cittadini dell'Unione Europea, una maggiorazione di 552 euro in termini pro capite. Un differenziale pari quasi 2 punti di Pil. A dirlo è l'Ufficio studi della Cgia che ha comparato la pressione fiscale dei 28 Paesi dell'Ue e, successivamente, ha calcolato il gap esistente tra l'Italia e ciascun Paese appartenente all'Unione.

Comparando i dati in Europa, nello stesso anno, solo Francia, Belgio, Danimarca, Svezia, Austria e Finlandia hanno pagato mediamente più tasse di noi. Se avessimo la pressione fiscale della Germania verseremmo 24,6 miliardi di tasse in meno (407 euro pro capite), dell'Olanda 56,2 (930 euro pro capite), del Regno Unito 114,2 (1.888 euro pro capite) e della Spagna 119,5 (1.975 euro pro capite).

Le troppe tasse, per la Cgia, sono un problema non solo perché mettono a repentaglio la tenuta finanziaria di tante famiglie e altrettante imprese, ma anche poiché hanno innescato nel sistema economico dei processi molto pericolosi. "Con un peso fiscale opprimente e una platea di servizi erogati dall'Amministrazione pubblica che negli ultimi anni è diminuita sia in termini di qualità che di quantità – spiega il segretario della Cgia, Renato Mason – la domanda interna e gli investimenti hanno subito una caduta verticale. Inoltre, è diventato sempre più difficile fare impresa, creare nuovi posti di lavoro e redistribuire la ricchezza. Alle piccole e piccolissime imprese l'effetto combinato tra il calo dei consumi delle famiglie e la contrazione dei prestiti bancari ha provocato molti squilibri finanziari, costringendo tantissimi lavoratori autonomi a chiudere l'attività e a cambiare mestiere».

Per il coordinatore dell'Ufficio studi degli Artigiani di Mestre, Paolo Zabeo "con la prossima manovra di Bilancio è necessario uno scossone che nel giro di qualche anno riduca di 3-4 punti percentuali il peso delle tasse".











Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.