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ASPI, fondo TCI boccia statalizzazione: "Pronti a ricorrere a Bruxelles"

Nell'intervista a Il Messaggero il gestore dell'hedge fund londinese ribadisce il parere negativo all'operazione così come è stata disegnata dal governo

Finanza, Trasporti ·
(Teleborsa) - La City di Londra boccia ancora l'affare Autostrade, che penalizza gli investitori internazionali e non porterà benefici neanche a CDP, ma soprattutto muove alcuni passi formali per portare la questione all'attenzione di Bruxelles.

Lo ha detto Sir Christopher Hohn, gestore di TCI, uno dei più grandi fondi internazionali basati a Londra, in una intervista a Il Messaggero, che segue di un paio di giorni le critiche mosse all'operazione dalle pagine del Financial Times.

Secondo il gestore dell'hedge fund londinese, la scelta del governo di "statalizzare" ASPI, controllata dal Gruppo Atlantia, viola la Costituzione italiana e la normativa comunitaria, contravvenendo ai principi di certezza del diritto e costituendo, di fatto, un esproprio e determinando una fuga degli investitori internazionali dall'Italia. Giudizio negativo soprattutto sul Milleproroghe, che rischia di dissuadere gli investitori esteri, inclusi gli attuali azionisti Silk Road Fund e Allianz, dall'investire ancora in Italia.

Hohn, ricordando che l'investimento effettuato da Silk Road Fund, Allianz e Edf in ASPI, nel 2017, fu di 15 miliardi di euro, indica un valore "equo" dell'asset di 11-12 miliardi, superiore alla prezzo "coercitivo" risultante dall'aumento di capitale che il governo italiano conta di realizzare. Diversa la questione se l'accordo prevedesse lo spin-off di Autostrade e l'IPO ad un prezzo equo di mercato, perché in questo caso l'operazione garantirebbe trasparenza.

Il gestore di TCI, nell'intervista a Il Messaggero, definisce anche un "cattivo affare" l'investimento di CDP, se le tariffe autostradali non venissero adeguate per coprire gli investimenti.

Il giudizio sull'operato del governo italiano? Il parere espresso dal Fondatore di TCI è indubbiamente negativo, in quanto si penalizzano ingiustamente gli investitori, tanto che il miliardario londinese ha deciso di presentare a Bruxelles un "reclamo formale", che si dice convinto sarà probabilmente sposato da altri gestori esteri. Un atto "doveroso" lo definisce Hohn, ricordando che TCI investe in tutto il mondo e "quanto abbiamo visto in Italia non accade altrove".

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