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Coronavirus, turismo internazionale ha perso 320 miliardi tra gennaio e maggio

L'Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO): 300 milioni di turisti in meno rispetto lo scorso anno.

Economia, Turismo ·
(Teleborsa) - La crisi sanitaria da Coronavirus ha generato perdite al turismo mondiale per 320 miliardi di dollari da gennaio a maggio 2020 rispetto lo stesso periodo del 2019.

A quantificare il costo della pandemia sul settore è l'Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO) che sottolinea come si parli di numeri tre volte maggiori alle perdite registrate dal turismo internazionale durante la crisi economica del 2009.

Tra gennaio e maggio, secondo il barometro mondiale del turismo del UNWTO il numero di turisti internazionali è calato del 56% rispetto all'anno precedente, pari a 300 milioni di visitatori in meno. Il barometro segnala che l'indice di fiducia dei viaggiatori elaborato dall'UNWTO è sceso a livelli minimi, sia per quel che riguarda la valutazione del periodo gennaio-aprile 2020, sia per le valutazioni di prospettiva maggio-agosto.

L'organizzazione ha però sottolineato anche alcuni segnali di una graduale e cauta ripresa, in particolare nell'emisfero settentrionale a seguito dell'apertura delle frontiere attraverso la zona Schengen dell'Unione europea a partire da luglio. Nel complesso però, l'Organizzazione segnala che la maggioranza nel suo panel di esperti stima che il turismo internazionale si riprenderà solo nella seconda metà del 2021. Minore è invece il numero di chi crede ad un rimbalzo già nella prima parte del prossimo anno.

Il segretario generale dell'UNWTO, Zurab Pololikashvili, ha dichiarato: “Questi ultimi dati chiariscono l'importanza di riavviare il turismo non appena sarà sicuro farlo. La drammatica caduta del turismo internazionale mette a rischio molti milioni di posti di lavoro, anche nei Paesi in via di sviluppo. I governi di ogni regione del mondo hanno una duplice responsabilità: dare la priorità alla salute pubblica proteggendo al contempo posti di lavoro e imprese. Devono anche mantenere lo spirito di cooperazione e solidarietà che ha definito la nostra risposta a questa sfida condivisa e astenersi dal prendere decisioni unilaterali che potrebbero minare la fiducia costruita per la quale abbiamo lavorato duramente”.


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