Mercoledì 5 Agosto 2020, ore 12.38
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Fed lascia fermi tassi d'interesse. Powell: "Politica legata a evoluzione crisi sanitaria"

Il Presidente conferma: "Leggera ripresa in atto ma non ai livelli pre-crisi. Flessione record PIL nel secondo trimestre"

Economia, Finanza ·
(Teleborsa) - A guidare l'economia nei prossimi mesi sarà l'evoluzione della crisi sanitaria. Non utilizza giri di parole la Fed per descrivere la situazione attuale e prossima mentre annuncia che manterrà immutata la sua politica monetaria, almeno fino alla fine dell'anno.

La Fed ha annunciato già l'estensione dal 30 settembre al 31 dicembre di tutti i programmi di prestiti a sostegno dell'economia americana approntati in piena crisi da coronavirus, poi, nella giornata di ieri, anche le linee di swap internazionali e le operazioni repo dedicate a banche centrali estere ed istituzioni internazionali.

Tassi fermi allo 0-0,25%. La Fed assicura che resteranno su questo livello fino a quando l'economia Usa non avrà totalmente superato la crisi e si sarà avvicinata agli obiettivi di piena occupazione e stabilità dei prezzi. Nessuna indicazione, invece, sulla politica del controllo della curva dei rendimenti sulla quale era stata alta l'attenzione nelle ultime settimane. D'altronde Powellha più volte palesato la sua avversione a questa politica adottata per prima dalla Bank of Japan.

La Banca Centrale Usa ha messo in evidenza come attività economica e occupazione siano risalite nell'ultimo periodo ma restano ben al di sotto dei livelli di inizio anno, mentre il Presidente dell'istituzione Jerome Power ha confermato una flessione record per il PIL del secondo trimestre.

"Ci vorrà molto per tornare ai livelli di inizio anno, e sarà necessario un continuo sostegno da parte della politica monetaria e fiscale – ha detto Powell in conferenza stampa – Molte delle persone che sono state licenziate da attività come quelle ricettive, i ristoranti, i bar, gli alberghi, i viaggi, i divertimenti pubblici, non torneranno al loro lavoro". Powell ha poi riconosciuto come la crisi non stia colpendo tutti in maniera uguale. Svantaggiati afroamericani, ispanici e tutti coloro che guadagnavano meno di 40mila dollari l'anno: la disuguaglianza, ha precisato Powell, è un "problema crescente nel nostro paese e nella nostra economia da quattro decenni".

L'inflazione è sotto controllo, secondo il Presidente della Fed, sia per la bassa domanda, sia per i prezzi del petrolio significativamente più bassi: "Penso che sia sostanzialmente uno shock disinflazionistico", ha detto Powell suggerendo quindi che una politica monetaria ultra espansiva non trova controindicazioni.

Ma tutto riporta al virus, e all'andamento dell'epidemia: "Una piena ripresa – ha spiegato Powell – è improbabile fino a quando le persone non saranno fiduciose nel fatto che è sicuro riprendere un'ampia gamma di attività", così come il ritorno al lavoro nei settori che non richiedono vicinanza fisica "dipenderà dall'essere in grado di tenere il virus sotto controllo, che a sua volta dipenderà dall'indossare le mascherine e da altre misure di distanziamento sociale".

In ogni caso, puntualizza la Fed nella nota, gli Stati Uniti sono "entrati in una nuova fase nel contenimento del virus che è essenziale per proteggere la nostra salute e la nostra economica".




(Foto: Salvatore Cavalli)
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