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Digital tax, Scholz: Ocse e G20 d'accordo a trovare intesa entro la prossima estate

Economia, Telecomunicazioni ·
(Teleborsa) - La proposta di una digital tax europea potrebbe slittare alla prossima estate. È quanto ha fatto intuire il ministro tedesco delle Finanze e presidente di turno dell'Ecofin, Olaf Scholz. La Commissione europea, infatti, ha più volte ribadito l'intenzione di lanciare entro dicembre una proposta sulla tassazione equa delle imprese del settore digitale in Europa qualora non si fosse trovato un accordo internazionale al livello dell'Ocse e del G20. Accordo però che è stato rimandato di qualche mese.



"Abbiamo fatto dei fruttuosi progressi a livello Ocse, progressi inaspettati; ma è chiaro che non ce la faremo a raggiungere un consenso necessario per la fine dell'anno – ha dichiarato Scholz nel corso della conferenza stampa al termine della riunione dell'Ecofin – Tuttavia è importante che si sia discusso del modo di far avanzare il dossier. Ed è una buona cosa che sia l'Ocse che i ministri delle Finanze del G20 abbiano trovato un accordo per cercare di raggiungere il consenso ancora mancante entro la prossima estate".

Ocse e G20 sono da tempo impegnati in una discussione su "digital tax" e tassazione minima obbligatoria delle imprese, temi dibattuti anche a livello europeo come possibili nuove "risorse proprie" del bilancio comunitario.

Il ministro tedesco ha spiegato che "sulla discussione in merito alla tassazione minima delle imprese, non è difficile arrivare a un'intesa perché ci sono poche questioni ancora aperte. È piuttosto per quanto riguarda la tassazione del digitale che ci sono ancora delle controversie ben note". E avverte: "senza una soluzione può crearsi una situazione veramente drammatica, e tutti vogliamo evitare questo rischio". Scholz ha poi ricordato che "la tassazione delle aziende del settore digitale fa anche parte del programma europeo che ci siamo prefissati, il piano per la ripresa 'Next Generation EU'. C'è la necessità di finanziare i crediti a sostegno degli aiuti diretti agli Stati membri, ci devono essere delle nuove risorse proprie per l'Unione europea, e tra queste si pensa anche a un 'prelievo digitale'. Questo è nel nostro programma e tutti questi elementi sono legati".

"Naturalmente – ha infine aggiunto – bisognerà fare una proposta, o sulla base del consenso internazionale, quando sarà raggiunto, oppure dalla nostra prospettiva". E ha concluso: "auspichiamo che si faccia entro l'estate, se tutti insistiamo che sia così, e io sono determinato".
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