Facebook Pixel
Lunedì 6 Dicembre 2021, ore 03.40
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Energia, Cingolani: su impianti rinnovabili temo "sindrome Nimby"

Economia, Energia ·
(Teleborsa) - Le aste per la capacità rinnovabile "sono andate male. Sui 2 Gw in asta abbiamo avuto proposte per il 20% nell'ultima e per il 10% per la penultima. Però adesso garantendo regole più rapide e soprattutto scrivendo capitolati delle aste in maniera più intelligente credo il problema che si possa risolvere".





Lo ha spiegato il Ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani, intervenuto all'Italian Energy summit de IlSole24Ore. Cingolani ha sottolineato che la novità è che il Governo intende "rendere pubblica road map delle aste per i prossimi 5 anni così chi vuole partecipare potrà pianificare gli investimenti e poi abbiamo molto potenziato la struttura di valutazione e poi dovremo vedere a livello regionale dove mettere gli impianti e quella sarà la prova del nove".

Sulla localizzazione degli impianti di rinnovabili il Ministro, teme la cosiddetta sindrome Nimby (Not In My Back Yard, "Non nel mio cortile sul retro" per cui nessuno vuole l'impianto sul proprio territorio). In pratica, tutti vogliono l'impianto rinnovabile ma non lo vogliono nel proprio territorio. "C'è da trovare un compromesso con le questioni paesaggistiche ma siccome è una trasformazione senza precedenti serve una collaborazione che deve essere formidabile perchè se cominciamo a rallentare il processo e non riusciamo a mettere gli 8 Gw per i prossimi 9 anni avremo perso l'appuntamento don il 55% di decarbonizzazione". "Lavoreremo - ha aggiunto - con conferenza stato regioni e ci sono anche poteri sostitutivi. Se non vengono prese decisioni dobbiamo andare avanti ma confido che non sia necessario".

Ieri, durante il webinar di Hitachi "Race to Zero: How to Define a Sustainability Plan for Italy", Cingolani ha spiegato che per abbattere le emissioni, è necessaria una "strategia a tre gambe" che modifichi il mix energetico, sviluppi l'economia circolare e intervenga sulla qualità dei mari e delle foreste. "Noi metteremo 27 miliardi in un quinquennio nella transizione energetica, che vuol dire aumentare nel mix energetico del paese la parte di energia rinnovabile di oltre il 70 per cento di energia rinnovabile", ha spiegato. "Solo se ho energia elettrica verde, ha senso cambiare la mobilità, perchè ricarico con energia verde, cambiare i settori hard to abate, come le cartiere e le acciaierie con forni elettrici. Se noi facessimo oggi la transizione energetica, utilizzando energia da gas e carbone, di fatto ci staremmo giocando la CO2 comunque in altro modo", ha continuato.

Per la "circular economy investiremo circa 20 miliardi con tutte le misure di efficientamento energetico, circular economy, nuovi impianti" destinati a riciclo, riuso, "per abbattere in maniera indiretta la CO2". Si tratta - ha detto ancora il Ministro "di portare al paese a un livello di differenziazione del rifiuto di circa 80 per cento, in modo da riuscire con una differenziata di alta qualità, ed è alta tecnologia, con il 65 per cento del rifiuto completamente riciclato e non più del 10 per cento del rifiuto in discarica". La terza gamba di questa azione quella della cattura, e in natura la migliore opportunità è quella data da " ocean land and forest".
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.