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Giovedì 29 Settembre 2022, ore 06.45
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Banche, primi timori su capacità imprese di ripagare i finanziamenti garantiti dallo Stato

Economia ·
(Teleborsa) - Secondo uno stress test condotto dal gruppo Nsa, ufficio studi che supporta le banche nell' accesso alle garanzie del fondo PMI, sui 258 miliardi a carico del fondo tra i possibili scenari qualora le imprese che hanno evidenziato eventi di rischio dovessero andare in default – e venisse quindi escussa la garanzia –, c'è quello in cui gli importi escutibili nell'immediato futuro si attestino a 825 milioni. Anche se le cifre in valore assoluto sono ancora contenute, è significativo il trend evidenziato dalla proiezione: rispetto ai primi cinque mesi del 2021 l'incremento è del 397%, con un' accelerazione significativa tra i mesi di marzo e maggio.

Tra le cause del fenomeno c'è da un lato il fatto che negli ultimi mesi le condizioni macroeconomiche si sono progressivamente deteriorate, sia per gli effetti della guerra in Ucraina che per le persistenti strozzature sulle catene di approvvigionamento di molte imprese che hanno fatto schizzare il prezzo di molte materie prime. Dall' altro lato bisogna considerare il progressivo rientro delle misure di sostegno. Oltre alla fine della gratuità dell'intervento del fondo, non potranno essere estese d'ufficio le durate della garanzia e sarà introdotta la commissione di mancato perfezionamento delle operazioni non garantite.

In aggiunta a ciò, secondo un' altra stima del gruppo Nsa, saranno quasi 400 mila i crediti garantiti che usciranno dal regime di pre-ammortamento nei corso dell'estate: 96 mila a luglio, 100 mila ad agosto e 200 mila a settembre, con un importo medio delle esposizioni attorno ai 70 mila euro.

Il governo nel frattempo ha messo in campo alcune misure per arginare le difficoltà. il Decreto Aiuti ha, per esempio, previsto nuove misure per favorire l'accesso alla liquidità da parte delle imprese danneggiate dalle conseguenze economiche dell'aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, nell'ambito del nuovo temporary framework.

Diversi banchieri restano convinti che tali azioni non bastino per evitare seri contraccolpi sul credito in un contesto economico che potrebbe deteriorarsi rapidamente nei prossimi mesi.






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