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Forum mare, Lollobrigida: gli italiani sono i migliori a coltivare il mare

Economia
Forum mare, Lollobrigida: gli italiani sono i migliori a coltivare il mare
(Teleborsa) - Quando il mare non è calmo ci vogliono marinai più bravi degli altri per condurre la nave, e secondo il ministro Francesco Lollobrigida, il presidente Meloni è l’ottimo marinaio necessario per questi tempi difficili. Comincia così l’intervento del ministro dell’agricoltura e della sovranità alimentare, al Forum Mare organizzato da Ambrosetti, un lungo discorso che ha toccato tutti i temi legati al mare come risorsa produttiva e alimentare, dalla pesca all'acquacoltura, che in un periodo di incertezze come quello attuale diventa anche un importantissimo asset di approvvigionamento; secondo il ministro infatti, la guerra non si fa più solo con le armi ma anche "sabotando" l’acquisizione di risorse primarie.

Il ministro non trascura anche l’importanza del mare come sistema più complesso: "Oggi dobbiamo tornare a sfruttare al meglio tutte le risorse e guardare la nostra collocazione geografica come elemento di forza. Il mare, da questo punto di vista è tutto in Italia: è turismo, biodiversità, ambiente, pesca e trasporti. Qualsiasi cosa ci viene in mente passa o può passare per il mare, però non ci abbiamo lavorato a sufficienza". Lollobrigida fa riferimento soprattutto alla nostra posizione geopolitica, che ci rende un ponte verso l’Africa. Se però negli anni precedenti questa posizione ci dava un forte controllo sul mediterraneo, adesso secondo il ministro questo ruolo sembra decisamente indebolito: "Noi abbiamo il dovere di guardare al sistema mare con questa vocazione di carattere internazionale, riuscendo a valorizzare la nostra vocazione di essere hub di accesso delle merci e ripensando il nostro sistema portuale".

Un primo passo per consolidare questo ruolo passa dalla modernizzazione dei porti, per cui il PNRR però, secondo il ministro, non è adeguato, ed è stato chiesto di aumentare considerevolmente i 150 milioni stanziati in precedenza.

Altro argomento affrontato dal ministro Lollobrigida riguarda le normative sulla pesca voluta dall’unione europea, che vorrebbe limitare fortemente l’utilizzo delle reti a strascico, considerate estremamente dannose per l’ambiente e responsabili della desertificazione dei fondali; il ministro infatti ritiene che questa manovra vada a favorire le economie dei paesi del Nord, storicamente non abituate a questo tipo di pesca, mentre danneggerebbe la nostra, considerato che il 30% della nostra flotta pesca con questa modalità.

Non mancano i primati in Italia, ad esempio secondo il ministro un campo in cui abbiamo un ruolo d’eccellenza è l’acquacoltura: "Il mare è un grande campo per realizzare buon cibo e per realizzarlo, anche con metodologie che fanno di un orata di acquacoltura italiana, un'orata migliore dell'acquacoltura di altre nazioni che usano modelli differenti. C'è un sistema che va protetto e valorizzato, anche cercando di essere veloci".

Il ministro ha anche attaccato, coerentemente con la posizione del governo, la produzione di carni sintetiche, viste come minaccia alla cultura gastronomica del paese ma anche come elemento di stratificazione sociale, e le prospettive di motorizzazione elettrica dei veicoli del mare: "abbiamo 225 milioni per rilanciare l'innovazione tecnologica in agricoltura e anche nella pesca; esistono motori a bassissimo impatto, che rispetto i motori di trent'anni fa inquinano il 95% in meno. Prendiamo atto che intanto si può iniziare a diminuire del 95%, poi avremo le barche come quelle dei danesi che fanno il motore elettrico che durano fino a mezz'ora in mare a pieno regime. Beati voi che tutti sti soldi per investire, ma io pescatori che escono mezz'ora in mare ancora non ne conosco£.
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