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Riforme, Senato approva emendamento per elezione diretta Premier

Politica
Riforme, Senato approva emendamento per elezione diretta Premier
(Teleborsa) - Va libera della Commissione Affari Costituzionali del Senato all'emendamento proposto dal governo all'articolo 3 del disegno di legge sul premierato. L'emendamento in questione rappresenta il cuore della riforma e modifica l'articolo 92 della Costituzione, introducendo il principio dell'elezione diretta del Premier e il massimo dei due mandati.

La nuova formulazione dell''articolo 92 della Costituzione prevede l'elezione diretta del Presidente del Consiglio (suffragio universale) ed introduce il tetto dei due mandati per il Premier, oltre alla possibilità di revoca dei ministri al Capo dello Stato su proposta del Premier ed all'eliminazione della soglia del 55% quale premio di maggioranza (introdotta nella legge elettorale e non in Costituzione).

"Il Presidente del Consiglio - si legge nel nuovo testo - è eletto a suffragio universale e diretto per cinque anni, per non più di due legislature consecutive, elevate a tre qualora nelle precedenti abbia ricoperto l'incarico per un periodo inferiore a sette anni e sei mesi. Le elezioni delle Camere e del Presidente del Consiglio hanno luogo contestualmente".

Con l'approvazione dell'emendamento del governo sono state precluse circa 700 proposte di modifica avanzate dall'opposizione, anche se vengono ammessi circa 500 sub-emendamenti, che quindi escludono che vi sia stata una compressione dei diritti dell'opposizione.

Frattanto, il Ministro per le Riforme Elisabetta Casellati ha aperto ala possibilità del "doppio turno" qualora nessun candidato ottenga la maggioranza al primo turno. In pratica, se nessun candidato raggiungerà la "soglia minima", si procederà con un "ballottaggio". Questa - ha detto Casellati - "può essere una delle ipotesi in campo" ma bisognerà vedere "quale sarà la soglia, il premio di maggioranza e quale sistema elettorale sarà prefigurato".

"Comporre una legge elettorale non è semplicissimo, la sto studiando e vedremo qual è la legge elettorale che può essere il vestito migliore per il premierato", ha sottolineato il Ministro. Stessa ipotesi è stata sposata dal presidente della Commissione Affari Costituzionali, Alberto Balboni, secondo cui, nel caso non si raggiungesse una "soglia minima" (42-43%) allora resterebbe "solo il ballottaggio".
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