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FMI, economia italiana si è ripresa da shock ma prospettive future sono modeste

Focus su produttività, riforme, PNRR e rigore conti pubblici

Economia
FMI, economia italiana si è ripresa da shock ma prospettive future sono modeste
(Teleborsa) - L’economia italiana si è ripresa bene dalla pandemia e dagli shock dei prezzi dell’energia, grazie alla ripresa del turismo ed al sostegno politico. Tuttavia, la crescita appare moderata con un PIL che dovrebbe espandersi dello 0,7% nel 2024 e 2025, considerando che la piena esplicazione degli effetti del PNRR è attesa a metà 2026. Pur contribuendo alla ripresa, la politica fiscale espansiva ha anche mantenuto deficit e debito pubblico molto elevati, innalzando il premio di rischio dell’Italia e agendo come un freno agli investimenti del settore privato.

E' quanto si apprende dal comunicato finale del FMI al termine della missione in Italia guidata dall'economista guidati da Rachel van Elkanche, da cui emerge che si può prevedere un successivo rallentamento della crescita nel 2026 e nel 2027, una volta completato il PNRR, ed un successivo ritorno della crescita sul suo potenziale. Un quadro che sconta il progressivo calo della popolazione in età lavorativa, a meno che questo non venga compensato da riforme strutturali ed investimenti in grado di aumentare la produttività.

I rischi di crescita, secondo il Fondo, sono orientati al ribasso. L’intensificarsi dei conflitti potrebbe generare nuovi shock ed a nche le ricadute derivanti dal brusco rallentamento dei principali partner commerciali, dall’intensificarsi della frammentazione geoeconomica e dagli eventi climatici estremi potrebbero incidere sulla crescita del PIL italiano. Tassi di interesse significativamente più alti del previsto potrebbero indebolire la fiducia delle imprese e portare a una rivalutazione dei titoli di Stato italiani in grado di deteriorare le dinamiche del debito pubblico. Anche fattori interni potrebbero indebolire la crescita, inclusa l’incapacità di completare il PNRR e di attuare efficacemente le riforme.

Per l'FMI sarebbe possibile ottenere un aggiustamento fiscale più rapido del previsto, ritirando misure di crisi inefficienti e temporanee. Oltre il breve termine, pur mantenendo un considerevole avanzo primario, saranno necessari ulteriori sforzi fiscali per stimolare investimenti che accelerano la crescita e contribuire a ripristinare lo spazio di bilancio in caso di gravi shock.

Sul fronte finanziario, l’adeguamento a condizioni finanziarie più restrittive è proceduto senza intoppi ed il sistema bancario rimane solido, ma i tassi di interesse elevati e il calo delle riserve di liquidità potrebbero indebolire la capacità di servizio del debito dei mutuatari. I recenti aumenti delle riserve di rischio sistemiche e bancarie sono benvenuti per rafforzare le garanzie contro i rischi futuri. Continuare a identificare e affrontare le sacche di vulnerabilità tra gli istituti meno significativi e rafforzare i meccanismi per il recupero e lo smaltimento dei crediti inesigibili rimangono priorità.

Per l'FMI è "urgente" rinvigorire la produttività. L’attuazione completa e tempestiva del Piano nazionale di ripresa e resilienza, seguita da un successivo piano fiscale strutturale a medio termine incentrato su infrastrutture critiche, ricerca e innovazione, riforma del sistema educativo e miglioramento del clima imprenditoriale, potrebbe aiutare al raggiungimento di questo obiettivo.
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