Milano 12:01
45.744 -1,33%
Nasdaq 18-feb
24.899 +0,80%
Dow Jones 18-feb
49.663 +0,26%
Londra 12:01
10.607 -0,75%
Francoforte 12:01
25.068 -0,83%

Petrolio in ascesa con venti di guerra in Iran

WTI e Brent guadagnano circa il 6% in una settimana

Finanza, Politica
Petrolio in ascesa con venti di guerra in Iran
(Teleborsa) - L'alta probabilità di un attacco imminente in Iran da parte delle forze armate americane fa lievitare il prezzo del petrolio, che solo ieri ha fatto un balzo del 4% dopo che il vicepresidente americano J.D. Vance ha dichiarato che l'Iran non ha affrontato le linee rosse degli Stati Uniti, nelle trattative sul nucleare tenutesi in Svizzera questa settimana e che il presidente Donald Trump si riserva il diritto di ricorrere alla forza militare.

Il greggio statunitense WTI continua a salire anche questa mattina, attestandosi a 66,11 dollari al barile, in rialzo dell'1,63%, mentre il petrolio europeo Brent evidenzia un incremento dell'1,35% a 71,32 dollari al barile. La performance ad una settimana evidenzia un rialzo di quasi il 6% su entrambe le qualità dip greggio, mentre da inizio anno si registra un aumento del 15% per il Light crude statunitense e del 17,5% per il petrolio nordeuropeo.

Nei giorni scorsi, gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner hanno intrattenuto colloqui sul nucleare con l'Iran, a Ginevra, ed il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha parlato di colloqui "costruttivi", anticipando un "accordo generale sui principi guida". Una affermazione che aveva un po' calmierato il mercato petrolifero.

Poi, ne è seguito un potente rimbalzo delle quotazioni in scia alle dichiarazioni del vicepresidente Vance, secondo cui Teheran non avrebbe risposto alle richieste fondamentali degli Stati Uniti. "Per certi versi è andata bene, hanno concordato di incontrarsi in seguito", ha detto Vance in una intervista, poi ha aggiunto "per altri versi è molto chiaro che il presidente ha posto delle linee rosse che gli iraniani non sono ancora disposti a riconoscere e superare".

Nel frattempo, alcune anticipazioni di Axios rivelerebbero che gli Stati Uniti potrebbero portare avanti una campagna militare "massiccia" contro l'Iran, che durerebbe alcune settimane e "assomiglierebbe più a una guerra in piena regola rispetto al raid che ha catturato il presidente venezuelano Nicolás Maduro a gennaio".

Dal canto suo, la Guardia Rivoluzionaria iraniana ha condotto esercitazioni militari nello Stretto di Hormuz, che rappresenta un punto nevralgico del mercato petrolifero, poiché circa un terzo di tutte le esportazioni di greggio via mare passano per lì. Una rappresaglia sullo Stretto farebbe esplodere le quotazioni petrolifere, come già avvenuto in passato.
Condividi
```