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Stretto di Hormuz, Italia e Francia provano a negoziare la riapertura con l'Iran

L'esclusiva del Financial Times.

Finanza
Stretto di Hormuz, Italia e Francia provano a negoziare la riapertura con l'Iran
(Teleborsa) - È in corso tentativo diplomatico guidato da Francia e Italia per negoziare con Teheran un "passaggio sicuro" attraverso lo stretto di Hormuz. Secondo fonti citate dal Financial Times, Parigi e Roma avrebbero avviato discussioni preliminari con l'Iran per garantire il transito delle navi europee. L'obiettivo è ripristinare i flussi di petrolio e gas naturale liquefatto, divenuti "quasi inesistenti" dopo gli attacchi iraniani e il giuramento del nuovo leader supremo Mojtaba Khamenei di mantenere chiuso lo stretto. Le preoccupazioni europee sono dettate dal caro energia: dall'inizio dell'anno il petrolio è passato da 60 a 100 dollari al barile, mentre il gas naturale è rincarato del 75%.

"Nessuna marina europea è pronta a scortare navi attraverso Hormuz se c'è il rischio di attacchi", hanno spiegato funzionari europei, citando il timore di un'escalation della guerra. Tuttavia, Francia e Italia stanno tentando di "riaprire le esportazioni senza espandere il conflitto", pur sottolineando che "non vi è alcuna garanzia che l'Iran sia disposto a negoziare".

Di segno opposto la retorica della Casa Bianca. Il Presidente Donald Trump, in un'intervista rilasciata a Fox News, ha promesso un'azione militare imminente e devastante. "Li colpiremo molto duramente durante la prossima settimana", ha dichiarato Trump, riferendosi alla leadership iraniana come a dei "folli" e aggiungendo che è un suo "grande onore ucciderli".

In merito alla crisi energetica, il Presidente ha aperto alla possibilità di un intervento diretto: "Scorteremmo le navi attraverso lo Stretto di Hormuz se fosse necessario. Vedremo cosa succederà, sperando che le cose vadano bene". Trump ha inoltre riferito ai leader del G7 che l'Iran sarebbe "sul punto di arrendersi" grazie all'operazione militare "Epic Fury". "Ho eliminato un cancro che minacciava tutti noi", avrebbe confidato agli alleati, aggiungendo però che la situazione interna a Teheran è così instabile che "nessuno sa chi sia il leader, quindi non c'è nessuno che possa annunciare la resa".

Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha confermato che le forze congiunte USA-Israele hanno colpito 15.000 obiettivi nemici, sostenendo che l'esercito iraniano è stato reso "inefficace al combattimento". Hegseth ha inoltre affermato che Mojtaba Khamenei sarebbe rimasto "ferito e probabilmente sfigurato" in un attacco.
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