(Teleborsa) - Con il blocco navale americano allo
Stretto di Hormuz entrato in vigore da poche ore, il presidente Usa
Donald Trump ha subito rivendicato un primo segnale positivo: "34 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz ieri, il numero più alto in assoluto da quando questa sciocca chiusura è iniziata", ha scritto sui social.
Parlando fuori dall'Ufficio Ovale, ha aperto a una ripresa dei
negoziati: "Posso dirvi che siamo stati chiamati dall'altra parte. Ci hanno chiamato questa mattina le persone giuste, le persone appropriate, e vogliono fare un accordo". Trump non ha fornito ulteriori dettagli su chi abbia chiamato né su cosa sia stato discusso.
Poco prima Trump su Truth Social aveva scritto che qualsiasi nave iraniana si fosse avvicinata al blocco sarebbe stata "immediatamente eliminata, usando lo stesso sistema di uccisione che usiamo contro i trafficanti di droga in mare."
Secondo una
nota del Comando Centrale USA ai naviganti, il
blocco si applica nel
Golfo di Oman e nel
Mar Arabico a tutte le imbarcazioni "in entrata o in uscita dai porti e dalle aree costiere iraniane", indipendentemente dalla bandiera, con possibilità di "intercettazione, deviazione e cattura." Il monitoraggio marittimo britannico UKMTO ha comunicato che le restrizioni includono "l'
intera costa iraniana, compresi porti e infrastrutture energetiche." Il blocco non impedirà il transito neutrale verso destinazioni non iraniane.
L'Iran ha definito il blocco un "
atto di pirateria", avvertendo che "nessun porto nel Golfo Persico e nel Mar di Oman sarà sicuro. Il Brent si è mantenuto stabilmente sopra i 100 dollari al barile. Il blocco è arrivato dopo i
negoziati falliti in Pakistan, dove il vicepresidente JD Vance ha guidato la delegazione americana.
In Europa, Spagna e Regno Unito
hanno confermato che non parteciperanno al blocco. La presidente della Commissione europea Von der Leyen ha chiesto il "ripristino della libertà di navigazione". Trump ha intanto rinnovato le
critiche alla
NATO per la mancanza di supporto nel conflitto.