Milano 17:10
47.968 -0,50%
Nasdaq 17:10
26.607 +0,06%
Dow Jones 17:10
49.446 +0,01%
Londra 17:10
10.500 -1,03%
Francoforte 17:09
24.294 -0,51%

Erion: l'Italia raccoglie RAEE con materie prime critiche. Ma il valore va altrove

La raccolta non è ancora sufficiente a garantire flussi stabili di materiali, e questo rende poco interessanti gli investimenti in impianti avanzati di riciclo

Economia
Erion: l'Italia raccoglie RAEE con materie prime critiche. Ma il valore va altrove
(Teleborsa) - È urgente intervenire sulla filiera, a partire dall'aumento della raccolta sia dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), sia dei Rifiuti di Batterie (RB), così da garantire un flusso stabile di materiali verso gli impianti di trattamento e massimizzare il recupero delle Materie Prime Critiche. Questo favorirebbe anche la realizzazione di nuovi impianti di trattamento, fondamentali per rafforzare l'autonomia industriale europea, in linea con le priorità del Circular Economy Act. È il messaggio emerso dal dialogo con le istituzioni europee in occasione della campagna Assoambiente Impianti Aperti on the road.

La tappa dedicata a Seval, che si è svolta ieri a Colico, ha visto la visita istituzionale degli europarlamentari Benedetta Scuderi (Greens), Pietro Fiocchi (Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei) Irene Tinagli (Socialisti e Democratici), Gaetano Pedullà (Sinistra al Parlamento europeo) e del direttore della Direzione Risorse sostenibili del Centro Comune di Ricerca CCR Alessandra Zampieri e del capo Ufficio del Parlamento Europeo Maurizio Molinari, all'impianto industriale del Gruppo Seval, dedicato al riciclo dei RAEE e delle batterie. Gli Europarlamentari sono stati accompagnati da Giorgio Arienti, direttore generale di Erion WEEE, Elisabetta Perrotta, direttore di Assoambiente e Alessandro Danesi, direttore commerciale del Gruppo Seval.

È emersa, inoltre, con forza la necessità di semplificare e accelerare gli iter autorizzativi per la realizzazione degli impianti, oggi caratterizzati da elevata complessità e tempistiche che possono superare i quattro anni. In linea con le indicazioni europee, la semplificazione costituisce una leva fondamentale per rendere il settore più attrattivo per gli investimenti e consentire all'Italia di cogliere pienamente le opportunità legate alla transizione verso un'economia circolare.

"Attualmente i componenti dei RAEE più ricchi di Materie Prime Critiche vengono esportati al di fuori dell'Unione Europea o gestiti senza un adeguato riciclo di tali CRM – afferma Giorgio Arienti, direttore generale di Erion WEEE –. Una dinamica che determina una perdita di valore economico e industriale per il nostro Paese e, più in generale, per l'Europa. È quindi urgente incrementare la raccolta dei RAEE e sostenere la realizzazione di impianti in grado di estrarre dai RAEE anche i materiali presenti in piccolissima quantità".

La risposta di Gruppo Seval: il nuovo impianto di batterie agli ioni di litio

La creazione di questa nuova struttura – spiega una nota – permetterà, una volta a regime, di trattare fino a 15mila tonnellate all'anno di batterie provenienti da veicoli elettrici, mobilità leggera e sistemi di accumulo industriale, recuperando materie prime critiche come litio, cobalto, nichel, manganese, alluminio e rame e reimmettendole nel ciclo produttivo. Nel 2025 in Italia sono state immesse sul mercato circa 160mila tonnellate di batterie di grande taglia, mentre quelle già in circolazione superano le 800mila tonnellate. Da qui l'urgenza di realizzare impianti capaci di trattare questa massa di batterie in circolazione quando giungeranno a fine vita.

"L'impianto, basato su tecnologia brevettata Duesenfeld, utilizza un processo a freddo che permette di non degradare la sostanza di cui è composta, la batteria e allo stesso tempo di non generare composti acidi difficili da abbattere. L'impianto, realizzato secondo i più elevati standard europei di sicurezza e innovazione, rappresenta un tassello fondamentale per lo sviluppo di un'economia circolare delle batterie – afferma Alessandro Danesi, direttore commerciale Seval –. Il processo prevede la scarica elettrica completa delle batterie con recupero dell'energia residua, fino al 50% del fabbisogno energetico dell'impianto, seguita dalla rimozione degli elettroliti e dalla separazione dei materiali in condizioni di totale sicurezza".

"Le eccellenze impiantistiche presenti sul territorio italiano, messe in mostra anche attraverso la nostra campagna Impianti Aperti on the Road, dimostrano come l'innovazione e la gestione efficiente dei rifiuti possano contribuire concretamente alla sicurezza energetica e degli approvvigionamenti, alla decarbonizzazione e alla riduzione delle emissioni. C'è quindi grande attesa per l'indirizzo e le prospettive future che saprà delineare il prossimo Circular Economy Act", evidenzia il direttore Assoambiente Elisabetta Perrotta.

Il progetto industriale sarà inoltre replicato nel Sud Italia con un secondo impianto gemello presso Riplastic Spa a Potenza, confermando l'impegno del Gruppo Seval nello sviluppo di una rete nazionale per il riciclo delle batterie.
Condividi
```