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Medio Oriente, Giorgetti chiede flessibilità all'Eurogruppo per l'energia. Bruxelles: cautela

La proposta sugli extraprofitti trova l'appoggio della Germania. Muro di Olanda e Belgio invece su nuovo debito.

Economia
Medio Oriente, Giorgetti chiede flessibilità all'Eurogruppo per l'energia. Bruxelles: cautela
(Teleborsa) - Al primo confronto formale dei ministri dell'Economia UE sulla crisi in Medio Oriente, il ministro italiano Giancarlo Giorgetti ha aperto il dibattito su tre possibili risposte fiscali alla crisi energetica, scontrandosi con una Commissione europea cauta e con l'opposizione netta di alcuni partner del Nord Europa.

Giorgetti ha avvertito che il conflitto sta producendo "uno shock energetico" con effetti negativi su crescita e inflazione e "significativi rischi al ribasso", sottolineando le forti preoccupazioni per l'industria "a cominciare dal settore chimico seriamente colpito dalla scarsità delle materie critiche." Il ministro ha presentato un'opzione ritenuta "agile": estendere la clausola di salvaguardia nazionale già prevista per la difesa (con la finestra 2025-2028 e il tetto dell'1,5% annuo invariato) anche alle spese straordinarie per l'energia legate al conflitto.

In alternativa, ha prospettato che "se non si raggiungesse il consenso necessario per questa soluzione, un'attivazione coordinata delle clausole di salvaguardia nazionali rappresenterebbe la migliore alternativa", mentre in caso di peggioramento della situazione "sarebbe opportuno attivare una clausola di salvaguardia generale a livello UE per ottenere maggiore spazio di bilancio". Giorgetti ha anche rilanciato la proposta di una tassa europea sugli extraprofitti delle società energetiche, sostenuta da Germania, Portogallo, Austria e Spagna, concludendo con un monito ai colleghi: "Credo che la politica 'attendere e vedere' sia finita. Ora è tempo di agire".

La risposta del commissario all'Economia Valdis Dombrovskis è stata di cautela: "Il nostro consiglio è di attenersi a misure temporanee e mirate, con un impatto fiscale contenuto", utilizzando le flessibilità già esistenti nel Patto di Stabilità. Sulla tassa sugli extraprofitti, Dombrovskis ha escluso iniziative europee, ricordando che "l'applicazione passata di questa misura durante la precedente crisi energetica ha prodotto risultati contrastanti", pur lasciando agli Stati la facoltà di agire a livello nazionale.

Il vicecancelliere tedesco Lars Klingbeil ha appoggiato la proposta italiana: "So che attualmente a Bruxelles non ci sono maggioranze su questo tema, ma vale comunque la pena insistere anche su questioni difficili. È ingiusto se grandi imprese stanno realizzando profitti, è una questione di equità che contribuiscano anche ai costi della crisi. Ho al mio fianco Paesi come Spagna e Italia e ora si tratta di trovare una maggioranza".

Il muro più netto è arrivato da Olanda e Belgio. La Stampa ha riportato le parole del ministro olandese Eelco Heinen che ha avvertito che "non può essere che ogni volta che c'è uno shock la risposta sia chiedere più debito e più flessibilità", e quelle del collega belga Vincent Van Peteghem che ha invece ribadito la necessità di misure "limitate nel tempo e progettate in modo da non avere un impatto sui bilanci pubblici."
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