Starmer gioca la carta del riavvicinamento all'UE
Il discorso di questa mattina è l'ultima chance del Premier sul quale aumentano le pressioni perché si dimetta
(Teleborsa) - La debacle del Premier britannico Keir Starmer alle ultime amministrative potrebbe aver prodotto anche qualcosa di positivo per il vecchio Continente: un riavvicinamento all'Europa ed al mercato unico, in una fase delicatissima per gli equilibri mondiali, con due guerre ancora in corso - una nell'Est europeo, l'altra in Medioriente - e con la necessità che il Vecchio Continente delinei una strategia per rispondere alle problematiche relative alla sicurezza ed alla difesa e alle minacce commerciali.
Quella di un "riavvicinamento" sarà l'ultima carta che il leader del Regno Unito si giocherà nel discorso di questa mattina, che aprirà una settimana politica di passione per il Labour party, che fa pressioni sull'inquilino del numero 10 di Downing Street perchè lasci finché c'è ancora possibilità di contrastare l'avanzata dell'opposizione di destra radicale.
Alle ultime elezioni amministrative in Galles e Scozia, tenutesi la scorsa settimana, i labouristi sono usciti letteralmente con le ossa rotte, favorendo l'avanzata della destra radicale di Nigel Farange e dei Verdi di Zack Polanski. Una disfatta cui Starmer ha tentato di reagire giocandosi il jolly (inutilmente) della nomina quali consiglieri di due vecchie glorie del passato, l'ex Premier Gordon Brown e l'ex Ministra le leader labourista Harriet Harman, annunciata nel corso del weekend.
Ma quello che il Labour chiede a Starmer, è un reale cambiamento, che il leader del partito sta tentando di interpretare, intravedendo un possibile riavvicinamento post Brexit a Bruxelles a più di dieci anni dal famoso referendum del 2016. I contorni del discorso che pronuncerà stamattina sono stati pressoché anticipati alla stampa britannica, in un clima di attesa per gli sviluppi della situazione politica del Paese.
"Questo governo laburista si distinguerà per la ricostruzione del nostro rapporto e per il posizionamento della Gran Bretagna al centro dell'Europa. In modo da essere più forti in campo economico, commerciale, della difesa, e così via. Perché stare fianco a fianco con i Paesi che più condividono i nostri interessi, i nostri valori e i nostri nemici , questa è la scelta giusta per la Gran Bretagna, questa è la scelta laburista", si legge in un estratto del discorso diffuso in anteprima dalla stampa britannica,
E se il riavvicinamento dalla UE ed al mercato unico è uno dei punti fermi del programma di iniziative legislative che il Premier ha consegnato a Re Carlo III, che oggi pronuncerà il tradizionale discorso d'inaugurazione della nova sessione parlamentare, da più parti si sottolinea che l'iniziativa nasce già perdente.
Un "piano di rilancio" considerato "troppo debole e troppo poco ambiziosi" ed in generale "poco credibile" dall'opposizione Liberaldemocratica filo-europea, ma criticato anche dallo stesso partito del Premier, dove l'ex vice Angela Rayner preme per le sue dimissioni, parlando di "un'ultima chance" e sostenendo una linea più progressista0. I dissensi crescono all'interno del Labour, profondamente diviso anche sulla futura leadership, che vede scendere in campo non solo la Rayner, ma anche l'ex Ministro della Sanità Wes Streeting, secondo cui "abbiamo un problema serio e dobbiamo muoverci in fretta". Fra i papabili, secondo The Indipendent, vi sarebbe anche il sindaco della Greater Manchester, Andy Burnham, che non è ancora membro del Parlamento, dopo che lo stesso Starmer ha "bloccato un suo precedente tentativo" di leadership all'inizio di quest'anno.
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