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Accise, Pichetto: per eventuale taglio valutazione più settoriale in base alle emergenze

Sul nucleare: necessario per accompagnare rinnovabili con qualcosa di non intermittente.

Economia
Accise, Pichetto: per eventuale taglio valutazione più settoriale in base alle emergenze
(Teleborsa) - "Qualora fosse necessario, ritengo anch'io che dovremmo andare a questo punto con la valutazione più settoriale rispetto a quelle che sono le emergenze". Lo ha dichiarato il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a Sky Tg24 rispondendo ad una domanda sull'ipotesi di nuove proroghe dei tagli alle accise sui carburanti.

"Vorrei ricordare - ha aggiunto - che valutiamo sempre anche rispetto al bilancio dello Stato. Io non sono al posto del mio collega Giorgetti, ma dico che giustamente che bisogna valutare questo equilibrio perché stiamo anche attenti all'agire sempre sul fronte della spesa".

"In questo momento, siamo al 9 giugno, naturalmente il primo punto all'ordine del giorno è sperare che finisca la guerra e che si riapra lo stretto di Hormuz, e quindi che ci sia una diminuzione di quelli che sono i prezzi - ha sottolineato il ministro -. Purtroppo negli ultimi giorni si è verificato il contrario, sono aumentati, alcune dichiarazioni delle ultime ore ci fanno sperare. Però il dato fondamentale è valutiamo cosa succede rispetto ai prezzi internazionali".

Quanto al dibattito sul nucleare, Pichetto ha affermato che chi suggerisce di puntare solo sulle rinnovabili "fa un errore, perché tutte le analisi ci danno come risultato il fatto che il fotovoltaico e l'eolico non sono continuativi, e per avere una stabilità di rete e una risposta certa per la grande domanda che ci sarà il bisogno di accompagnarle con qualcosa di continuativo, come lo è il gas". "Il geotermico può essere un'alternativa per l'Italia" ma anche raddoppiando la sua capacità si potrà raggiungere solo una quota limitata di fabbisogno. "Vorrei ricordare che se oggi noi consumiamo 310-315 miliardi di kilowattora tra una decina-quindicina di anni gli analisti ci dicono che avremmo bisogno di almeno 100 miliardi di kilowattora in più. E noi oggi importiamo dai 40 ai 50 miliardi di kilowattora dall'estero".

"Se ci sarà un referendum, bisognerà vincerlo perché a questo punto non è più in discussione il governo di centrodestra o il governo di centrosinistra ma il futuro dell'Italia. E il futuro dell'Italia deve essere un mix energetico per avere autonomia e quella sicurezza che in questo momento non abbiamo dipendendo all'80% dall'estero", ha aggiunto.
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