Chaudeurge (BDL Capital), le sfide di Warsh tra il sostegno alla crescita e la credibilità della Fed
(Teleborsa) - Il primo intervento di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve è stato accolto positivamente da Stephen Miran, che ha presieduto il Consiglio dei consulenti economici di Trump prima di far parte per un breve periodo del consiglio della banca centrale USA.
E' quanto osserva in un commento Laurent Chaudeurge – membro del Comitato di Investimenti di BDL Capital Management, spiegando che Miran considera le due iniziative annunciate dal nuovo presidente, ovvero il ritorno a un obiettivo più pragmatico per il monitoraggio dell’inflazione e la riduzione del bilancio della Fed, come elementi potenzialmente decisivi della politica monetaria dei prossimi mesi, nonostante siano state presentate come questioni tecniche.
Warsh si trova infatti a gestire un equilibrio delicato: sostenere la crescita e continuare a finanziare il deficit di bilancio senza compromettere la credibilità della Fed. Un taglio dei tassi, richiesto con insistenza da Trump, resta impraticabile finché l’inflazione non sarà stabilmente sotto controllo. Una mossa che alimenterebbe infatti aspettative inflazionistiche e farebbe salire i rendimenti a lungo termine, esattamente ciò che il Tesoro vuole evitare.
Da qui la necessità di una strategia alternativa. La prima mossa riguarda l’inflazione: secondo Miran, la Fed potrebbe abbandonare il target numerico del 2% per adottare un concetto più flessibile di "stabilità dei prezzi". Una scelta grazie alla quale la rigidità apparente sui tassi verrebbe compensata da una ritrovata flessibilità sull'obiettivo d'inflazione perseguito.
Il secondo fronte è la riduzione del bilancio della Fed, oggi limitata dall’elevato fabbisogno di riserve delle banche dopo la crisi del 2008. Miran propone di intervenire sulla struttura regolamentare del sistema bancario — riconoscendo l'accesso degli istituti allo sportello di sconto come fonte di liquidità e rivedendo il coefficiente di leva — per ridurre la domanda di riserve e consentire una contrazione più ampia del bilancio. Questo libererebbe capacità di prestito, utile sia per assorbire le emissioni del Tesoro sia per sostenere il credito all’economia reale, senza toccare i tassi di riferimento.
La logica complessiva è chiara: ottenere gli effetti di un taglio dei tassi — crescita e finanziamento del deficit a costi contenuti — senza i rischi che un allentamento comporterebbe per la credibilità della Fed e per i tassi a lungo termine. Se Warsh riuscirà a portare a termine questa doppia operazione, la banca centrale potrebbe guadagnare margine d’azione sull’inflazione e, al tempo stesso, offrire alle banche più spazio per sostenere l’economia.
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