Vertice Nato di Ankara: riunione a Palazzo Chigi tra Meloni, Tajani, Crosetto e Giorgetti
Focus sulle spese militari.
(Teleborsa) - Giorgia Meloni ha convocato a Palazzo Chigi una riunione con il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il titolare dell'Economia Giancarlo Giorgetti in vista del vertice Nato di Ankara del 7 e 8 luglio. Al centro dell'incontro le spese militari, mentre il governo resta cauto sul programma Safe, in attesa di decidere se e in che misura accedere ai prestiti europei per gli investimenti in difesa. L'incontro in Turchia sarà l'occasione anche per un nuovo faccia a faccia con Donald Trump dopo lo scontro seguito al G7.
Nelle stesse ore ha creato malumori nell'esecutivo la ricostruzione del quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, secondo cui l'Italia si opporrebbe a impegni finanziari degli alleati per la fornitura di armi a Kiev anche per il 2027, lasciando in sospeso il relativo paragrafo della dichiarazione finale del summit. Fonti di governo hanno smentito la ricostruzione, chiarendo che Roma non si è mai opposta allo stanziamento di 70 miliardi per l'Ucraina e che l'eventuale obiezione, già rientrata da giorni, riguardava solo l'opportunità di inserire quel dato nella dichiarazione finale, con l'obiettivo di non compromettere le prospettive di un negoziato con Mosca.
Tajani, intervenendo alla Camera per il question time, ha ribadito la linea del governo: "L'Italia vuole essere protagonista del percorso di rafforzamento del pilastro europeo della Difesa. Per questo, al Vertice di Ankara confermeremo il nostro impegno sulla spesa militare: un passo coraggioso e necessario per proteggere la nostra libertà e la sicurezza dei cittadini". Il ministro ha definito "improvvide e non vere" le parole del segretario generale della Nato Mark Rutte sui voli USA dalle basi in Italia, che hanno creato tensioni tra Roma, Washington e Teheran.
Sul tema, il ministro della Difesa Crosetto ha fornito una ricostruzione dettagliata: "Quando gli Stati Uniti hanno previsto attività diverse da quelle riconducibili al perimetro degli accordi bilaterali vigenti, lo hanno chiaramente comunicato e questo governo, come è noto, non ha concesso l'autorizzazione: un diniego che ha anche generato un forte disappunto da parte dell'amministrazione americana. Quanto a eventuali voli decollati dalle nostre basi per attività cinetiche contro il territorio iraniano, la mia risposta è altrettanto chiara: non ve ne sono stati". Crosetto si è comunque detto pronto a trasmettere al Copasir i tabulati dei voli, confrontando i 518 autorizzati dal 28 febbraio al 23 giugno con quelli degli anni passati.
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