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Iran, si cerca ancora la soluzione diplomatica nonostante attacchi

Secondo il Wsj, ci sarebbe un nuovo piano per uccidere Trump

Politica
Iran, si cerca ancora la soluzione diplomatica nonostante attacchi
(Teleborsa) - Proseguono gli sforzi diplomatici tra Stati Uniti e Iran per recuperare il fragile accordo raggiunto nelle scorse settimane da Washington e Teheran e per arrivare ad un accordo di pace permanente, nonostante due giorni di scontri incrociati che hanno reso chiaro che la tregua era stata ormai violata, proprio mentre si concludevano i sei giorni di commemorazioni dell'ex guida suprema Ali Khamenei, rischiando di mandare in fumo l'accordo raggiunto nelle scorse settimane da Washington e Teheran.

Secondo un funzionario statunitense, gli Stati Uniti restano impegnati a trovare una soluzione diplomatica con l'Iran, ma al momento si stanno portando avanti colloqui di natura tecnica. Un obiettivo non facile, stando ai ripetuti attacchi che violano gli accordi: gli USA avrebbero colpito obiettivi strategici iraniani, mentre Teheran avrebbe attaccato le basi militari americane presenti in Kuwait e Bahrein.

I media iraniani hanno riferito anche di esplosioni udite in diverse città del Paese, ma funzionari statunitensi hanno riferito ad Al Jazeera che le forze armate USA non hanno effettuato alcun attacco in Iran nelle ultime ore e che i bombardamenti potrebbero esser stati portati avanti dalle milizie israeliane.

Una telefonata tra Trump e Netanyahu si è svolta ieri sera per definire le prossime mosse. Intanto, secondo il Wall Street Journal, il leader israeliano avrebbe condiviso con Trump informazioni di intelligence secondo cui ci sarebbe un piano per uccidere il presidente americano. Una scoperta che rischia di portare ad una nuova escalation del conflitto. E proprio nei giorni scorsi, il Presidente Trump, di ritorno dl vertice NATO di Ankara, in Turchia, aveva dovuto cambiare aereo per motivi di sicurezza, affermando "sono il primo della lista”, "finora, immagino di essere stato un po' fortunato, ma forse la fortuna non durerà a lungo”.

Il traffico nello Stretto di Hormuz è nuovamente bloccato e soltanto una quindicina di navi mercantili sarebbero riuscite ad attraversarlo in ambo le direzioni nelle ultime ventiquattro ore. Un numero piuttosto basso rispetto alle oltre trenta navi avevano in media attraversato lo Stretto nelle ultime settimane, durante la tregua.

Diretta conseguenza del blocco la risalita del prezzo del greggio, che resta sostenuto anche durante gli scambi in Asia. Il Brent scambia attorno ai 76,35 dollari al barile, mentre il WTI si attesta a 72,21 dollari.



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