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Extraprofitti società energetiche: assenza framework europeo aumenta rischio regolatorio in Italia

La view di Equita. Interventi governo potrebbero aumentare rischiosità percepita sul settore e costo del capitale

Energia, Finanza
Extraprofitti società energetiche: assenza framework europeo aumenta rischio regolatorio in Italia
(Teleborsa) - L’Unione Europea ha stabilito che la eventuale tassazione degli extraprofitti delle aziende energetiche è di competenza degli stati membri che possono agire sulla base della legislazione nazionale. Questa è stata la risposta netta dell'UE alla lettera sottoscritta da Italia, Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna che chiedeva un quadro normativo comune sulla tassazione degli extraprofitti dei colossi energetici da destinare a interventi di sostegno economico.

Equita ritiene che "l’assenza di un “framework” europeo aumenti il rischio regolatorio in Italia su possibili interventi che includano anche il settore utilities e considerata la storia dell’ultimo decennio che ha visto l’esecutivo Italiano approvare misure: sulla tassazione dei saldi Iva; la Robin tax; la tassazione sugli Utili in eccesso la media 2018-21; il price cap alle produzioni rinnovabili; l’aumento dell’IRAP."

L’aumento dei prezzi elettrici, aggiunge il broker, ha un contributo positivo per i produttori di energia RES (Enel, Iren, A2A, ERG, ALERION, DOLOMITI ENERGIA, ALPERIA), con impatti dall’1% al 3% dell’Ebitda (la piu esposta ERG) per ogni 10 €/MWh di aumento del prezzo.

Il "2026 è quasi interamente coperto, con benefici residuali pari al 10-15% delle produzioni RES", spiega Equita che aggiunge che "è invece maggiore sul 2027 dove le coperture sono inferiori (la meno coperta oggi sul 2027 è IREN con il 40-50% di hedging effettuato sull’anno prossimo) e pieno a partire dal 2028 (con la curva fwd che indica tuttavia valori a 100 €/MWh in normalizzazione).

Il beneficio sul 2026 (residuale) e sul 2027, spiegano gli analisti, "rischia quindi di essere catturato da eventuali misure di tassazione straordinaria. Nel periodo 2022-2023 (tuttavia a fronte di aumenti dei prezzi elettrici fino a 300-800 €/MWh) i contributi di solidarietà straordinari hanno pesato anche fino al 10-15% degli utili delle società energetiche. Il pricing attuale è significativamente più basso dei picchi 2022-23, tuttavia il rischio regolatorio rimane elevato a nostro avviso, anche considerando le indicazioni del governo già ad inizio anno che prevedevano misure di intervento sui prezzi elettrici anche fino a 25€/MWh in caso di annullamento dei costi della CO2 (misura tuttavia rientrata dopo gli interventi EU a conferma del framework del meccanismo ETS)".

Equita ritiene quindi che "possibili interventi del Governo (che da inizio anno si è già mosso con l’aumento dell’IRAP e il rimborso delle accise) sarebbero dannosi per il sistema in termini di aumento della rischiosità percepita sul settore e di aumento del costo del capitale (con possibile freno sugli investimenti programmati)".


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