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Gasolio, Federtrasporti: "Basta emergenze. Il costo del carburante va trasferito in automatico sulle tariffe di trasporto"

Federtrasporti propone di introdurre la fuel surcharge

Economia, Trasporti
Gasolio, Federtrasporti: "Basta emergenze. Il costo del carburante va trasferito in automatico sulle tariffe di trasporto"
(Teleborsa) - Il credito d’imposta sul gasolio nasce per tamponare un’emergenza: le imprese di autotrasporto devono comunque acquistare carburante, anche a prezzi altissimi, per muovere le merci e garantire un servizio essenziale all’economia. Ma un tampone non può diventare una cura e una misura pensata per l’emergenza non può trasformarsi nel modo ordinario di gestire ogni oscillazione del prezzo del gasolio. "In una situazione straordinaria – spiega il presidente di Federtrasporti, Claudio Villa – è comprensibile ricorrere a misure straordinarie. Il problema è che, nel tentativo di accontentare tutti, abbiamo costruito una procedura nuova, complessa e burocratica, che aggiunge difficoltà a imprese già affaticate".

Il credito d’imposta si è sovrapposto al contemporaneo taglio delle accise, introducendo procedimenti, piattaforme e parametri con cui le imprese devono destreggiarsi per recuperare parte della maggiore spesa sostenuta. "Forse sarebbe stato meglio non toccare il vecchio meccanismo, lineare e conosciuto da tutti – sottolinea Villa –. Il recupero delle accise funziona da tempo e si basa su un criterio semplice: 26,5 centesimi per ogni litro di gasolio. Perché, in un momento già difficile, sostituire una procedura chiara con una più contorta?".

E poi c’è il tema dei tempi. "Se la procedura è rigida – incalza Villa – almeno rendiamo flessibile l’ultimo passaggio per consentire di utilizzare il credito anche oltre il 31 dicembre 2026. Non ha senso perdere un beneficio per una scadenza amministrativa".Questa è la questione contingente. Il problema strutturale è un altro.

Il fisco non può inseguire il prezzo del gasolio
Il carburante è un costo obbligato del trasporto, ma il suo prezzo dipende da dinamiche internazionali e geopolitiche che il vettore non controlla e non può prevedere. Per questo, secondo Federtrasporti, la soluzione non può essere un nuovo intervento pubblico ogni volta che il prezzo si muove. "Dobbiamo uscire dalla logica dell’emergenza permanente – prosegue Villa –. Se il prezzo del carburante sale o scende rapidamente, serve una regola che automaticamente tengo conto di tali variazioni".

La soluzione è la fuel surcharge
Federtrasporti indica una strada precisa: la fuel surcharge, il meccanismo che adegua in automatico il corrispettivo del trasporto alla variazione del costo del carburante. Il principio esiste già nella normativa. Manca soltanto un elemento decisivo: quantificare l’incidenza del gasolio sul totale dei costi di esercizio.

In pratica, l’adeguamento dovrebbe avvenire moltiplicando il corrispettivo contrattuale concesso al vettore per l’incidenza del gasolio sui costi operativi e per la variazione percentuale dell’indice del prezzo del gasolio (rilevato e pubblicato mensilmente dal Ministero dell’Ambiente).

La quota carburante non può essere uguale per tutti: cambia con il settore, il servizio, le percorrenze, i veicoli. Per questo va definita nei contratti oppure attraverso accordi di settore tra gli attori della filiera, con parametri condivisi per ogni tipologia di trasporto.

Per Federtrasporti la prospettiva deve quindi cambiare e deve cambiare ora: dal sostegno pubblico occasionale a una norma contrattuale permanente, rafforzata tramite un criterio chiaro con cui trasferire le variazioni del prezzo del carburante direttamente sulla tariffa. E "il gasolio deve smettere di essere un’emergenza da tamponare con un decreto e diventare finalmente una variabile da gestire con una regola".
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