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Vujcic (BCE), consideriamo un ampio insieme di dati per le decisioni sui tassi, non solo i prezzi dell'energia

Banche, Finanza
Vujcic (BCE), consideriamo un ampio insieme di dati per le decisioni sui tassi, non solo i prezzi dell'energia
(Teleborsa) - "Desidero sottolineare è che non consideriamo esclusivamente i prezzi dell'energia, ma un insieme molto più ampio di dati e criteri quando prendiamo decisioni di politica monetaria. Non sarebbe consigliabile concentrarsi esclusivamente sui prezzi dell'energia, per quanto importanti siano".

E' quanto ha dichiarato, in un'intervista a Reuters, Boris Vujcic, vicepresidente della BCE, ricordando che la banca centrale ha chiarito che non fornisce indicazioni prospettiche e che agisce riunione per riunione.

"Ultimamente abbiamo assistito a una sensibilità molto elevata ai prezzi dell'energia. Ma bisogna tenere a mente le relazioni economiche più ampie. Se l'inflazione rimarrà elevata durante l'autunno e inciderà sui redditi delle famiglie e sui comportamenti dei consumatori, ciò avrà anche un impatto negativo sul PIL. Bisogna considerare tutti gli aspetti e non concentrarsi su un singolo insieme di dati."

"Se i prezzi rimangono a questi livelli, la questione cruciale è come sarà l'inverno. Un inverno rigido avrà un impatto negativo maggiore sul PIL e sui redditi reali rispetto a un inverno mite."

Alla domanda, poi, se portare i tassi al di sopra del 2,50% significhi introdurre politiche restrittive, Vujcic ha risposto "Non mi piace soffermarmi troppo su etichette come 'neutrale' o 'restrittivo'. Dobbiamo valutare quale livello di tassi d'interesse sia appropriato in un dato momento, piuttosto che concentrarci sulle definizioni".

Il vicepresidente della BCE ha anche affrontato il tema dell'intelligenza artificiale, affermando che "nessuno ha ancora una risposta definitiva" su come questa tecnologia "influenzerà la produttività nel medio-lungo termine".

"Se, come alcuni credono, dovesse garantire aumenti di produttività annui sostenuti del 4-5%, ciò trasformerebbe l'intera economia e richiederebbe un ripensamento sia della politica monetaria che di quella fiscale. Tuttavia, la storia offre numerosi esempi di come l'entusiasmo iniziale per i progressi tecnologici in termini di produttività non si sia poi concretizzato appieno. Dobbiamo aspettare e vedere se questo caso si rivelerà strutturalmente diverso".
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