(Teleborsa) - La
Legge elettorale riprende oggi il suo iter travagliato
alla Camera, dopo esser stata
approvata dal Senato, in un clima infuocato fra le opposizioni. Nell'intenzione della maggioranza, questo deve essere l'ultimo passaggio parlamentare della riforma, che partirà con le audizioni degli esperti in Commissione, per sbarcare il
29 settembre in Aula, in vista dell'
approvazione la prima settimana di ottobre, anche con la fiducia.
L'avvio in Commissione
La riforma torna questa mattina a Montecitorio
in Commissione Affari costituzionali, con l'avvio di un
ciclo di audizioni informali: si partirà alle 11 con l'audizione di Michele Ainis, professore emerito di istituzioni di diritto pubblico presso l’Università degli Studi di Roma Tre, Gaetano Azzariti, professore di diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Roma "Sapienza", e Mario Staderini, coordinatore del ricorso presso la Corte europea dei diritti dell’uomo in materia di legge elettorale. Alle 12 saranno ascoltati Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Luigi Einaudi, Andrea Pertici, professore di diritto costituzionale presso l’Università di Pisa, e Francesco Clementi, professore di diritto pubblico comparato presso l’Università degli Studi di Roma "Sapienza".
La roadmap della riforma
Dopo le udizioni, si passerà alla
presentazione degli emendamenti, il cui termine
scade domani, martedì 22 settembre, alle ore 16. Mercoledì 23 sarà giudicata l'ammissibilità degli emendamenti, cui seguirà il riesame sui ricorsi e poi l'esame delle proposte emendative, che si concluderà a fine settimana, previa acquisizione dei pareri delle Commissioni competenti in sede consultiva. Il testo sbarcherà
in Aula lunedì 29 settembre, per poi giungere al
voto finale entro la prima settimana di ottobre. Il testo è blindato e la Premier ha già anticipato che
sarà posta la fiducia, rappresentando una "svolta molto importante per il lavoro del governo". Nonostante la fiducia, non manca una certa apprensione per l'eventuale emergere di "franchi tiratori".
Le novità dello Stabilicum
La nuova Legge elettorale, battezzata
"Stabilicum" perché punta alla stabilità dei governi eletti, prevedendo un corposo premio di maggioranza,
reintroduce il sistema proporzionale, ma prevede anche un
premio di maggioranza al raggiungimento del
42% (70 deputati e 35 senatori). L'elezione prevede un c
apolista bloccato, ma anche la possibilità di scegliere tre
preferenze su un elenco di sei pre-impostato.
E' previsto anche un
tetto ai seggi della maggioranza di 220 deputati e 113 senatori.
L'indicazione del Premier dovrà avvenire al momento del deposito del contrassegno. Confermate le
soglie di sbarramento al 3% per singola lista ed al 10% per le coalizioni. Molta polemica ha generato
l'aumento delle firme richieste a chi non siede già in parlamento da 1.500 a 6.000, salvo prevedere una esenzione per oi gruppi già formatisi entro il 31 dicembre 2025. La riforma ammetteinfine il
voto fuorisede per chi sia temporaneamente domiciliato altrove da almeno 9 mesi.