Germania spaccata in due: difesa e reti avanzano, auto e acciaio restano indietro
Il report di Scope Ratings.
(Teleborsa) - Secondo un report di Scope Ratings la qualità del credito dell'industria tedesca si sta dividendo in due gruppi, con un divario destinato ad ampliarsi fino al 2027: da un lato i settori sostenuti dalla spesa pubblica, come difesa, elettrificazione, reti elettriche e automazione; dall'altro quelli in calo, come automotive, chimica e acciaio.
"L'Europa dell'economia più grande mostrerà un ritorno alla crescita del Pil nel 2026-27, ma sarà debole, con il consumo pubblico, la difesa e gli investimenti infrastrutturali a trainare la ripresa piuttosto che la domanda del settore privato", si legge nel report, che prevede una crescita del Pil reale "dell'1,0% quest'anno, salendo all'1,2% il prossimo anno e nel 2028", grazie allo stimolo del fondo infrastrutture da 500 miliardi di euro. La spesa per la difesa salirà "al 2,2% del Pil nel 2027 dall'1,5% del 2025". Produzione e utilizzo della capacità restano "circa il 12% sotto le medie pre-2019".
Tra le pressioni strutturali, Scope segnala che il costo del lavoro tedesco è "quasi il 30% più alto della media Ue", mentre i prezzi dell'elettricità per le imprese "sono circa il 20% superiori alla media europea", colpendo soprattutto chimica e acciaio. Pesa inoltre il "doppio shock cinese": le esportazioni sono scese "a circa 90 miliardi di euro nel 2024 da circa 107 miliardi nel 2022", mentre la quota di auto importate dalla Cina sul mercato europeo "è salita al 7% nel 2025 dal 3,5% del 2024".
Il settore automotive è il caso più critico: tra il 2023 e il 2026 i volumi del primo semestre in Cina sono calati "di circa un terzo per Volkswagen e BMW, e del 44% per Mercedes-Benz", in un mercato comunque in crescita. La produzione interna, a "4,15 milioni di veicoli nel 2025", resta "oltre il 10% sotto i 4,66 milioni del 2019".
Sul fronte occupazionale, dati EY citati nel report indicano che dal 2019 l'industria tedesca ha tagliato "circa 342.000 posti di lavoro", con altri "100.000-200.000" a rischio entro fine 2027 senza una crescita più robusta. Restano invece eccellenze difficilmente sostituibili, come la filiera della litografia EUV che lega Trumpf, Zeiss e ASML, "cruciale per la produzione di semiconduttori a supporto dello sviluppo dell'intelligenza artificiale".
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