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Mutui green, Bankitalia propone definizione UE semplificata per favorire efficienza energetica edifici

Banche, Economia
Mutui green, Bankitalia propone definizione UE semplificata per favorire efficienza energetica edifici
(Teleborsa) - Troppo complicato stabilire quando un prestito è davvero "green", al punto che molte banche preferiscono non parlarne per paura di essere accusate di greenwashing. È il quadro che emerge da una Nota di stabilità finanziaria e vigilanza della Banca d'Italia, che propone una definizione europea semplificata di prestito verde per l'edilizia e le attività immobiliari.

Il punto di partenza è che gli edifici assorbono circa il 40% dei consumi energetici dell'UE e sono responsabili del 36% delle emissioni di CO2. I mutui green per l'acquisto e la ristrutturazione di abitazioni valgono già l'11-12% delle nuove erogazioni alle famiglie, ma manca un criterio comune. L'unica definizione ufficiale, basata sulla Tassonomia UE, è considerata dalle banche troppo onerosa: richiede, tra l'altro, di verificare il flusso d'acqua dei rubinetti, i litri utilizzati per gli scarichi degli orinatoi, la quota di rifiuti da costruzione riciclabile e la formaldeide presente nei materiali. Risultato: su 83 banche europee interpellate dall'EBA, solo 7 applicano integralmente la Tassonomia, mentre 50 usano criteri interni. In Italia, circa l'80% degli istituti raccoglie la classe energetica degli immobili, ma appena l'11% si è detto disposto a fornire dati sui mutui green.

La proposta degli autori affianca alla Tassonomia un secondo canale più semplice, basato su parametri già usati dalle banche. Sarebbe considerato verde il finanziamento per costruire o acquistare un immobile in classe A o B, oppure nel 15% più efficiente del patrimonio edilizio nazionale o regionale, e quello per una ristrutturazione che garantisca un salto di almeno una classe energetica o una riduzione del 30% del fabbisogno di energia primaria. L'adozione dell'etichetta resterebbe volontaria.

Secondo gli autori, una definizione chiara potrebbe innescare un circolo virtuoso: gli immobili più efficienti sono associati a tassi di insolvenza più bassi, perché le famiglie spendono meno in bollette e sono meno esposte agli shock energetici. Se i dati lo confermeranno, i prestiti green potrebbero ottenere condizioni di prezzo ancora più favorevoli.
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