Data Center, in Italia investimenti potenziali per 37 miliardi in 10 anni
Ricerca di mercato IDA 2026.
(Teleborsa) - Il mercato italiano dei data center può valere fino a 36,9 miliardi di euro di investimenti infrastrutturali cumulati nel periodo 2026-2036, con una capacità commerciale che potrebbe salire a circa 2,0 GW nel 2031 e un'occupazione ricorrente di circa 26mila addetti a tempo pieno entro il 2036. È quanto emerge dalla Ricerca di mercato IDA 2026, presentata al Data Center Symposium di IDA – Italian Datacenter Association, con la partecipazione dei ministri Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin.
Alla fine del 2025 la capacità IT installata è di circa 760 MW, di cui 460 MW commerciali. La pipeline qualificata vale circa 1.800 MW: 230 MW in costruzione, 673 in sviluppo e 936 in fase preliminare. Lo studio stima inoltre circa 67 miliardi di euro di hardware IT potenzialmente ospitato e un valore aggiunto operativo diretto fino a 3,87 miliardi l'anno entro il 2036.
Lavoro, territorio ed energia
Sul fronte occupazionale, a regime si contano circa 11.900 occupati diretti, 11.000 indiretti e 3.000 indotti, oltre a circa 20mila occupati temporanei l'anno nelle fasi di sviluppo e costruzione. Pesa però la carenza di competenze: nella Survey IDA 2026, 53 rispondenti su 80 indicano la scarsità di profili specializzati tra gli ostacoli principali. Circa l'80% delle superfici dei progetti analizzati riguarda aree già urbanizzate o dismesse. Le ricadute locali includono circa 111 milioni di contributi e opere connesse, 467 milioni annui di consumi attivati dalle famiglie e 29,6 milioni annui di fiscalità immobiliare lorda, di cui circa 9 milioni destinati ai territori. Individuate 13 aree strategiche: nello scenario 2031 la domanda è di 217 MW a Roma, 38 MW a Torino e Alpi Occidentali, 35 MW in Campania, 19 MW in Puglia, 13 MW nel Nord Adriatico e 9 MW in Motor Valley.
Sul fronte ambientale, circa il 97% dell'elettricità dichiarata dagli operatori del campione europeo EUDCA proviene da fonti a basse emissioni. Per i territori, uso del suolo e acqua sono i temi prioritari per 48 rispondenti su 80, seguiti da energia (35) e calore o microclima (32).
Le sfide
"I data center sono un'infrastruttura strategica per il Paese, alla base di attività e servizi ormai indispensabili", ha dichiarato il presidente di IDA Luca Beltramino. "Sviluppare questa capacità in Italia significa rafforzare la nostra autonomia digitale e non lasciare che una quota sempre più importante dell'economia italiana dipenda da infrastrutture che si trovano fuori dai nostri confini." La ricerca avverte che il potenziale va distinto dai progetti che entreranno effettivamente in esercizio, subordinati a disponibilità energetica, connessioni alla rete, autorizzazioni, siti idonei e connettività.
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